In marcia verso Palazzo San Bernardino. I quartieri abbandonati non si fermano e dopo le proteste che si sono susseguite in questi mesi e che hanno coinvolto praticamente tutte le periferie tiburtine, parte anche l’assalto finale al municipio cittadino. Ad armarsi per primo è Tivoli Terme, che scende in campo con il Movimento che porta il nome della periferia sulfurea. A presentarlo sono gli stessi fondatori, giovani e pieni di belle speranze e di progetti per le loro strade e piazze, ostaggio di decenni di degrado e abbandono. “Vogliamo sistemare quello che in 20 anni non è stato fatto e creare un nuovo rapporto tra cittadini e istituzioni, aggregando i comitati e tutti quelli che hanno lavorato in questo territorio – dice il portavoce Isa Pistoia -. Per questo cercheremo di dare vita a momenti di aggregazione che vadano oltre la campagna elettorale. I punti del nostro programma? Il campo nomadi di Stacchini, lo sviluppo del settore termale, la viabilità e la raccolta dei rifiuti”. Chiaramente gli occhi e le orecchie sono tutti protesi verso le urne, che si apriranno per eleggere sindaco e parlamentino nel mese di maggio. “Abbiamo iniziato una serie di incontri con le altre forze politiche, cominciando da Viva Tivoli – aggiunge Salvatore Ravagnoli, presidente del Comitato “Città Termale” e presente anche nel nuovo gruppo – . Oggi sarà la volta di Io progetto Tivoli e Tivoli mia, ma siamo aperti a tutti, nella speranza si arrivi ad un nome condiviso per le prossime elezioni”.
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