Tavolo per la delocalizzazione della BASF: i cittadini spingono sull’acceleratore

#NLCronaca – Sulla #BASF qualcosa si muove. In duecento domenica 9 marzo davanti la sede della Provincia in piazza Santi Apostoli a Roma per dire “Basta a BASF”. L’obiettivo è non abbassare la guardia e mantenere viva l’attenzione sul Tavolo che si sta svolgendo in questi giorni per ottenere la delocalizzazione dell’impianto della BASF con annesso inceneritore per i rifiuti pericolosi bruciati ed il trattamento di nuove tipologie di rifiuti (catalizzatori esausti liquidi).

Circa 30mila le persone tra Case Rosse e Settecamini che vivono nei pressi dell’inceneritore e che continuano senza sosta le proteste.

“Eravamo circa duecento – racconta il coordinatore del Comitato di Quartiere di Case Rosse Rocco Margapoti – il nostro obiettivo è quello di tenere alta la tensione affinché questo tavolo aperto attorno al quale siedono Basf, Comune e Regione vada a buon fine mettendo a segno un accordo definitivo e vincolante, non come quello del 2006, per la definitiva delocalizzazione dell’impianto”. “Basta a Basf”, questo il grido ripetuto dalle decine di bambini presenti alla manifestazione che hanno chiesto la parola di fronte agli adulti quasi increduli.  Tutto questo mentre il TAR del Lazio entrerà nel merito del ricorso presentato dai comitati al più tardi a luglio e il Comune sembra stia cercando di vederci chiaro sulle ultime autorizzazioni concesse dalla Provincia di Roma all’inceneritore di rifiuti tossici e nocivi della BASF Italia SrL alle porte di Roma non ha sosta, anzi si intensifica. “La Provincia – spiegano i comitati in una nota – , ricordiamo, ha autorizzato l’aumento da 240 a 850 tonnellate annue (+254%) dei rifiuti pericolosi bruciati nell’inceneritore ed il trattamento di nuove tipologie di rifiuti (catalizzatori esausti liquidi) che prima non potevano essere portati e trattati a Roma, portando così i rifiuti totali da bruciare nell’inceneritore da 1100 a 1600 tonnellate annue (+45%)”. “Per la prima volta – fanno sapere dai comitati – , gli Assessori del Comune di Roma all’Ambiente e alla Salute, interrompendo un passato di connivenza o indifferenza, hanno scritto ai dirigenti competenti della Provincia, dell’ISS, della ASL e dell’ARPA chiedendo risposte certe alle osservazioni dei Comitati”.

 

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