Scritte antifasciste ad Affile, in 3 a processo. Sit-in sotto il Tribunale

#NLCronaca #NLTivoli – Avevano imbrattato per protesta il mausoleo di Affile dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani, per tre ragazzi lunedì comincerà il processo al Tribunale di Tivoli e diverse associazioni antifasciste hanno già dato appuntamento per una manifestazione. (GLI ATTI VANDALICI SUL MAUSOLEO)

“Siamo i 3 ragazzi accusati di aver imbrattato il mausoleo intitolato a rodolfo graziani, una delle figure di spicco del ventennio fascista – scrivono in una lettera – Per molti fascisti nostrani questo mausoleo (inaugurato nell’agosto 2012) è stato il compimento del percorso che il movimento sociale, ad Affile (RM), aveva intrapreso dal dopo guerra”. Un primo progetto, infatti, risalirebbe al 1967.

 “A seguito di diverse denunce di individualità e associazioni il sindaco di Affile Viri ed alcuni assessori sono stati denunciati – proseguono i ragazzi – La procura  ad oggi non sembra aver dato seguito all’indagine per apologia di fascismo scattata ai danni del sindaco. Molto più facile procedere verso chi pratica gesti violenti. Così il 1 aprile, e non è uno scherzo, ci ritroveremo nell’aula del tribunale di Tivoli ad essere accusati nel modo in cui riportiamo: ‘in concorso tra di loro danneggiavano mediante verniciatura con bombolette spray la scalinata in marmo, due porte e le quattro facciate del sacrario denominato Il Soldato, sito in Affile. Con l’aggravante di aver commesso il fatto su beni destinati per necessità alla pubblica utilità e su edifici ad uso pubblico”.

“A prescindere dal fatto di chi abbia praticato il gesto, vogliamo evidenziare la volontà di far passare per pubblica utilità un mausoleo intitolato ad un criminale di guerra, come evidenzia la storia, ad un condannato per collaborazionismo con i tedeschi nell’occupazione nazista, al ministro della repubblica di Salò firmatario del bando che rese obbligatoria la leva delle classi ’22 ‘ 23, deportando 2.500 persone nei lager tedeschi. L’uomo che con i suoi ordini sterminò migliaia di etiopi, l’uomo che rivendicò lo sterminio di Debra Libanos (in cui morirono più di 3000 persone), l’uomo firmatario delle leggi razziali, l’uomo protetto ancora oggi da una chiesa complice delle sue atrocità”.

“Sono allora 4 mura intitolate a questa figura un bene pubblico? O  sono il tentativo da parte della destra nostalgica di creare un luogo di culto per i vecchi e nuovi fascisti? Per questo motivo chiediamo un forte sostegno nelle modalità che riterrete più opportune, a tutti gli uomini e alle donne, ad associazioni e movimenti, individualità e collettivi che si riconoscono nei valori della Resistenza”.

Testo da visualizzare in slide show

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