Er caffè
Si la sera nun dormo, magari nervoso,
me arzo dar letto in stato penoso.
Me carma soltanto er classico rito:
tazzina ripiena dar gusto gradito.
Io tutti li ggiorni, combatto er clichè,
che resti irrequieto si bevi er caffè.
‘nfatti pe’ me la cucina è chimera,
si su li fornelli ce sta’ Caffettiera.
Io sì, pure in questo, so’ omo all’antica,
che amo Bialetti, che Dio benedica.
e’ che so’ teorico che dose sbajata,
è indice primo de brutta giornata.
Così se er brunito è ‘na vera schifezza,
er ggiorno andrà male, e uno s’attrezza.
E poi si te capita de mettece er sale,
tu chiama er lavoro:” aho, io sto male!”
Magari a risolve le cose co’ ‘n sorso,
la storia c’avrebbe diverso percorso.
Che quanno sapesse un po’ tutto d’amaro,
bastasse lo zucchero a porre riparo.
(#2emme1esse)
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