Concessioni Livata: il Tar dice no al risarcimento milionario

#NLCronaca #Subiaco – Respinta dal Tar la richiesta di risarcimento del danno di oltre 4,5 milioni di euro avanzata dalle ex concessionarie di Livata: legittimo l’operato dell’Amministrazione comunale nel 2012. A metterlo nero su bianco definitivamente la sentenza depositata lo scorso 16 aprile, esito del giudizio instaurato nel 2012 dalle società Cori s.r.l., Livata Sport & Fun, e Consorzio Livata Transport contro il Comune di Subiaco per la risoluzione delle convenzioni stipulate dall’Amministrazione Comunale nel 2010 e relative alle aree dell’Anello, Campo Minio e Monte Livata e della slittinovia, nonché per il risarcimento del danno subito e subendo dalle medesime società, e quantificato in circa €4.584.860,00.

“Il Tar – spiegano dal Comune di Subiaco – ha conseguentemente negato il diritto delle società Cori, Livata Transport e Livata Sport & Fun ad ottenere il risarcimento del danno “mancando i presupposti delle azioni previste a tutela dell’art. 1453 c.c.”(Risoluzione del contratto per inadempimento); infatti, “nessun inadempimento può essere contestato al Comune (amministrazione comunale del 2012) , che ha posto in essere atti dovuti” (la immediata richiesta di riconsegna delle Aree e dei beni), in ragione del fatto che nessun “rapporto contrattuale” risultava in essere tra il Comune e le società ricorrenti nel momento in cui è stata intimata la restituzione dei beni comunali”.

 IL COMMENTO DEL SINDACO

Si tratta di un importante pronunciamento del Tribunale amministrativo che mette un punto sull’annosa vicenda delle discusse concessioni del 2010 e sulle conseguenze che da quegli atti scellerati si sarebbero potute avere – ha commentato il Sindaco Pelliccia –  E’ stato infatti scampato il pericolo dell’Ente di vedersi condannato a risarcire un danno richiesto di oltre quattro milioni e mezzo di euro, che avrebbe inevitabilmente creato serie difficoltà al Comune e alla collettività, chiamata inevitabilmente a farsi carico delle responsabilità di coloro che quegli atti illegittimi avevano adottato nel 2010”.

“Questa sentenza chiude un periodo particolarmente difficoltoso, che ha richiesto sforzi notevoli da parte degli uffici comunali – chiamati a reperire e ad analizzare montagne di documenti, ad effettuare continui sopralluoghi e ricognizioni sullo stato dei luoghi, diffide e intimazioni ad adempiere – oltre agli sforzi esagerati dell’amministrazione comunale tesi a far fronte a ricorsi continui, tutti conclusisi favorevolmente per l’Ente comunale, segno che la costanza e l’impegno, alla fine pagano sempre”.  

 

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