Categories: Cronaca

La Regione chiude l’Agenzia Trapianti, la Uil attacca “Tagli fatti senza motivo, a rischio le donazioni di organi”

Il Piano Operativo Sanitario non è un’operazione indolore. A sollevare una nuova ondata di polemiche sul documento che impone una dieta ferrea alle strutture ospedaliere e non solo è la Uil Fpl Roma che mette l’accento sulle scelte adottate nel delicato settore della sanità e che  presto ricadranno sui cittadini laziali. A spiccare nell’elenco delle cose che prendono la porta di uscita è l’Agenzia Regionale del Lazio per i Trapianti e le Patologie connesse, guidata dal professor Carlo Umberto Casciani, che quasi cinquant’anni fa ha eseguito il primo trapianto di rene in Italia e il terzo in Europa. Un pezzo importante della storia della medicina che oggi è a capo di un ente regionale che si occupa di diffondere la “cultura della donazione degli organi”. Nell’elenco delle “chiusure senza alcuna proposta di conversione spicca l’Agenzia Regionale Trapianti guidata dal Prof. Casciani – dice il segretario Paolo Dominici -. La Regione non dà motivazioni per la chiusura dell’Agenzia ma evidenzia i costi della stessa sbagliandone persino la spesa annua: cinque milioni di euro dice. Il costo, bilanci alla mano è di euro tre milioni e cinquecento mila euro. Confidiamo almeno nella rettifica dei calcoli, non vorremmo trovarci di fronte ad un Governo Regionale che non ha imparato le quattro operazioni. In questo caso occorre conoscere  la somma e la sottrazione”. “L’Agenzia ha lavorato e bene ottenendo ottimi risultati che vedono un forte incremento delle donazioni nel Lazio. Questo vuol dire aumento del numero di trapianto e riduzione delle liste di attesa al trapianto. Vuol dire reintegro sociale per tanti cittadini e minori spese sanitarie -.continua Dominici – Chi farà questo lavoro al posto dell’Agenzia? Zingaretti ha pensato ad una proposta per evitarne la chiusura? No, Lei ha tagliato e basta come fanno tutti, coloro i quali sono privi di idee e soprattutto che non danno valore al patrimonio della propria Regione. Noi, conclude Dominici, “una proposta l’abbiamo: trasformiamo l’ART in uno strumento ancor più specifico sul tema di donazione di organi, riducendone i costi annui, in fondo come dice qualcuno un Centro che si occupa delle attività tecniche c’è già, l’ART è altro!”

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