La parola d’ordine è occupazione. Continuano le iniziative su tutto il territorio contro la “buona scuola”, il piano di riforma del Governo Renzi che non piace agli studenti di mezza Italia. Dopo Roma è la volta del comune di Monterotondo dove sono quattro gli istituti scolastici messi a ferro e fuoco: il liceo scientifico “Giovanni Peano”, il primo a bloccare le lezioni, seguito dal liceo classico “Catullo”, fino ad arrivare al tecnico industriale “Giovanni Cardano” e al centro di formazione professionale di via Marzabotto. Una protesta nella protesta quella dei ragazzi eretini, alle prese con mille problemi legati agli edifici stessi, che non godono di buona salute e per cui chiedono un intervento immediato. Non tutti, come è facile immaginare, hanno preso bene la notizia: ad esprimere il proprio rammarico sono stati i docenti del classico che hanno lasciato un post sul sito internet dell’istituto “esprimiamo rammarico per l’occupazione della sede di via Bandiera da parte di una piccola minoranza di studenti di questa scuola in disaccordo con i loro rappresentanti di Istituto”. Intanto chi vuole seguire le lezioni può farlo nella sede distaccata di via dei Monti Sabini.
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