Banda di taccheggiatori, due arresti a Villa Adriana ora caccia ai complici

#NLCronaca #NLTivoli – Avevano già colpito alla Prenatal di via Colsereno, poi è toccato a Marathon in via Maremmana Inferiore ma l’ennesimo taccheggio gli è costato caro. Sgominata parte di una banda di taccheggiatori che, da Roma, razziavano vestiti ed accessori di marca nella Capitale e nel nord est romano per poi rivendere la refurtiva su internet. Arrestati dai poliziotti di Tivoli due romeni, rispettivamente genero e cognato di 62 e 26 anni e con precedenti specifici, trovati in possesso di due pantaloni e due felpe per un valore di 200 euro. In casa, invece, avevano merce per migliaia di euro e, sui telefonini, immagini di altri capi, tutti rigorosamente griffati, che probabilmente erano servite per vendere su internet la refurtiva dei colpi.
I due arrestati erano stati già fermati pochi mesi fa, ed uno dei due anche condannato e sottoposto all’obbligo di firma, per taccheggio alla Prenatal.
Alla banda è costato caro l’ultimo furto che stavano cercando di portare a termine a Villa Adriana, nel grande negozio di articoli ed abbigliamento sportivo della Maremmana. In cinque sono entrati nello store ed alcuni hanno iniziato a distrarre i commessi mentre gli altri rubavano i capi d’abbigliamento nascondendoli in borse schermate. Al momenti di uscire dal negozio, però, uno degli allarmi ha suonato e la banda è scappata, dividendosi. Una donna è corsa verso Villa Adriana, ed una commessa ha provato ad inseguirla. Altri due sono fuggiti su una macchina ed altri due, i fermati, sono corsi verso le campagne tra il negozio ed il fiume.
In zona stava transitando una pattuglia della polizia del commissariato di Tivoli che, fermata dal personale di Marathon, ha inseguito due dei fuggitivi, quelli scappati per i campi, riuscendo a stanarli e recuperando vestiti per 200 euro. Portati in commissariato hanno provato a confondere gli agenti dando un falso indirizzo ma la ricevuta di un trasferimento di denaro ha indirizzato i poliziotti, coordinati dal primo dirigente Mariella Chiaramonte, nella vera abitazione, in zona Anagnina, dove sono stati ritrovati altri capi d’abbigliamenti ed anche diversi attrezzi per rimuovere gli allarmi magnetici anti taccheggio. Oggi è previsto il processo per direttissima.

La refurtiva recuperata dai poliziotti

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