Guidonia Montecelio: ritrovato negli Usa affresco rubato 35 anni fa

#NLCronaca #NLGuidonia – Non un film avvincente e ricco di colpi di scena ma pura realtà quella della storia che ha portato i Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale al “recupero di un largo frammento del Cristo benedicente, datato intorno all’VIII secolo, trafugato in localita’ Marco Simone Vecchio” più di trent’anni fa. Già tre settimane dopo il colpo l’autore era stato scoperto e denunciato, ma della refurtiva nessuna traccia. A darne notizia l’agenzia Agi che ripercorre le tappe della vicenda.

LA STORIA
Nel 1972 una funzionaria della Soprintendenza per i Beni artistici e storici della capitale scopre l’esistenza della Cripta a Guidonia, coperti di alghe e incrostazioni calcaree, sulle pareti e all’interno di nicchie ci sono numerosi affreschi, e al centro della volta un grande clipeo raffigurante il Pantocrator Benedicente. Il complesso, riconosciuto di “particolare interesse culturale” viene protetto con porta di ferro all’ingresso e un’inferriata sul pozzo di luce scavato in fondo alla grotta. Nell’ottobre del 1978 viene rubato il Cristo ed un altro affresco raffigurante l’Agnello Pasquale.

IL RITROVAMENTO NEL 2012
Dell’opera non si è più saputo nulla fino al febbraio del 2012 quando nella sala d’aste Sotheby’s, a New York, finisce in catalogo “un frammento di pittura murale raffigurante Busto di Cristo, altezza cm. 75, secolo XII, di arte romana” che dagli accertamenti eseguiti dai Carabinieri tramite la Banca dati dei beni culturali trafugati risulta essere in realta’ “l’affresco parietale, raffigurante Cristo Benedicente, parziale compendio del furto consumato il 6 novembre 1978 nella Cripta ubicata a Guidonia Montecelio”. Subito vengono avviate le procedure per il rientro dell’opera in Italia, ma l’acquisto in buona fede e la remota data del furto rendono l’attività degli investigatori estremamente difficile. La svolta arriva quando l’ispettore della sezione antiquariato titolare delle indagini riesce ad ottenere la restituzione dell’affresco grazie ad accordi diplomatici con le spese di viaggio a carico dell’aquirente. L’opera è in viaggio verso l’Italia mentre proseguono le indagini.

La chiesa di Santa Maria, a Setteville Nord, costruita sopra l’area archeologica

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