Rubrica, parla la psicologa: “CambiaMenti: la fatica di essere gentil sesso”

Rubrica, parla la psicologa Antonella Tancredi: “CambiaMenti: la fatica di essere gentil sesso”

 

“La parola andrebbe cancellata dal vocabolario! Gentil sesso a chi? E per cosa?Tenere insieme lavori, affetti, bisogni, le verdure da pulire, la recita scolastica alle 16 e la riunione in ufficio, le telefonate da fare, pannolini da cambiare, la lavatrice da fare, i compiti da correggere .. ed il lavandino che si ottura. Con sole due mani e una testa. È la vita quotidiana delle donne: stanche, affaticate, affannate. Spesso furibonde quando ci si rende conto di quanto pesi ogni giorno, in ogni settore, la crudeltà dei numeri che segnalano la disparità tra uomini e donne. Il 77,7% del tempo che in Italia viene dedicato alla famiglia è tempo delle donne.  Vita delle donne. Facciamo pochi figli, ci dicono, lavoriamo meno che in altri Paesi e, guadagniamo molto molto meno dei maschietti mentre miglioriamo professionalmente sempre. Lo dice l’Istat! Siamo piu “laureate” dei maschi. Sfogliando Uomini e donne moderni, l’ultimo studio che l’Istituto di ricerche economiche e sociali ha dedicato a questi temi, i contorni di questa rete si fanno più chiari e si vede come in altri Paesi – in questo caso l’erba del vicino è veramente più verde – la conciliazione tra casa e lavoro sia un tema importante della politica e non un affare privato. Ma nemmeno Matteo Renzi, lo ha ben inteso. Si mortificano aspirazioni sogni e competenze, ma pensandoci è una sfida che riguarda sia donne che uomini. Work life balance, la chiamano gli studiosi, ed è un concetto che evoca maggiore armonia nelle vite di tutti. Ops: dimenticavo i desideri (scusate ma mentre scrivo ho la lavastoviglie che va). Nell’indagine dell’Ires (Istituto ricerche economiche e sociali) emerge che, sulla questione degli affetti e del rapporto con i figli,  si nota l’insoddisfazione dei padri italiani. Vogliono più tempo per una relazione che non si accontenta più del weekend. E’ chi lo negherebbe questo tempo? Due dati: se il 90% degli uomini, dopo la nascita di un figlio, lavora esattamente lo stesso tempo di prima, il 45% amerebbe avere più disponibilità per gli impegni familiari. Le donne, a condizioni mutate – non solo in casa, ma soprattutto nel mercato del lavoro, e nel sistema dei servizi – farebbero volentieri più figli: il nostro 1,34% che ci fa fanalino di coda in Europa è lontano da un desiderio femminile che ci porterebbe al 2,2% di tasso di natalità. È che le donne sono stanche, ma anche sfiduciate. Lo sostiene un’altra recentissima ricerca, in arrivo dal neonato FeM, il centro studi maternità e fertilità, che titola Maternità punita un’indagine comparativa tra l’Italia e altri Paesi europei.Meditate Donne Meditate”.

Antonella Tancredi, psicologa

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