Guidonia: voleva comprare una spider d’epoca finisce truffata

#NLCronaca #NLGuidonia – Ancora un truffatore specializzato in auto d’epoca finito nella rete della polizia di Guidonia Montecelio. Dopo il 30enne di Salerno, denunciato a fine febbraio, gli agenti hanno incastrato ora un uomo di Reggio Emilia residente in un campo nomadi. Il truffatore, già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato alla fine delle indagini condotte dai poliziotti del posto di polizia di Guidonia, diretto da Mariella Chiaramonte.

La vittima, una donna della Città dell’Aria, era interessata all’acquisto di un’auto d’epoca da restaurare e, su sito specializzato per la compravendita di questo tipo di vetture, ha risposto all’annuncio di un’Alfa Romeo Giulietta Spider del 1958, venduta per 2.800 euro e targata Varese.

Per chiedere altre foto ed i documenti, la donna ha contattato il venditore cue ha spiegato l’auto, munita dei documenti originali, era stata messa in vendita in seguito alla morte del proprio genitore. L’uomo, inoltre, si era premunito di specificare aveva ricevuto molte altre telefonate di potenziali acquirenti  interessati e che avrebbe venduto l’auto al primo che avesse manifestato un “concreto” interesse.

Interessata alla vecchia spider, la donna effettuato subito un bonifico di 200 euro di acconto con la promessa di ricevere “in giornata” le foto della targa dell’autovettura, nonché i documenti del veicolo.

Il giorno successivo, l’acquirente ha cercato più volte di contattare il proprietario dell’Alfa Romeo senza alcuna risposta. Solo in serata ha ricevuto un messaggio che la informava di essere impossibilitato ad inviare le foto promesse perché impegnato con il lavoro. La donna si è iniziata ad insospettire anche perché il truffatore, che diceva essere originario di Grosseto, non aveva affatto l’accento toscano. Un campanello dall’arme che spinge la donna a fare altre verifiche sul web, scoprendo le foto della vettura erano state prese da un annuncio pubblicato su un altro sito di compravendita nel dicembre del 2011.

Subito ha presentato una denuncia e gli agenti, mediante l’Ufficio legale delle Poste, sono risaliti alla reale identità del truffatore.

Durante le indagini i poliziotti hanno scoperto che il Banco Posta utilizzato per la truffa era intestato ad un uomo che, oltre ad essere già conosciuto alle forze dell’ordine, era titolare di un lungo elenco di ricariche effettuate da terze persone, a dimostrare la costante attività illecita messa e che gli aveva permesso ottenere bonifici per circa 7 mila euro. Gli uomini della Polizia di Stato si sono quindi recati a Reggio Emilia, dove hanno individuato l’uomo all’interno di un campo nomadi.

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