Monterotondo dice sì al “Reddito minimo o di cittadinanza”

#NLEventi – #Monterotondo – L’amministrazione del comune eretino aderisce alla campagna di Libera per l’istituzione del “Reddito minimo o di cittadinanza”. La presentazione pubblica della campagna è prevista per giovedì 9 aprile in Biblioteca comunale: Un “Reddito di dignità” contro povertà e mafie.

Combattere la povertà con interventi strutturali e non con misure d’emergenza e occasionali. E’ un imperativo al quale non è più possibile derogare perché, tra tutte le “malattie” sociali, economiche, ambientali e sanitarie che colpiscono il Paese, l’indigenza è la peggiore e la più grave in assoluto. Per questo l’Amministrazione comunale di Monterotondo aderisce formalmente alla campagna per l’istituzione del “Reddito di dignità”, lanciata dall’associazione “Libera”, che si prefigge l’obiettivo di far approvare in tempi brevi dal Parlamento una legge per l’istituzione di un reddito minimo o di cittadinanza. La campagna sarà presentata a Monterotondo giovedì 9 aprile (ore 17.30, biblioteca comunale) nel corso di un incontro aperto a cui interverranno Giuseppe De Marzo di Libera, il sindaco Mauro Alessandri, l’assessora Anna Foggia e la presidente della commissione politiche sociali Elena Belletti.

“Il Reddito di dignità – illustra l’assessora alle Politiche sociali Anna Foggia – è un supporto al reddito che garantirebbe una rete di sicurezza a coloro che non possono lavorare o accedere ad un lavoro retribuito dignitosamente, a chi è escluso dai sistemi di sicurezza sociale, a chi non ne ha titolo o vi accede in misura tale da non superare comunque la soglia di rischio di povertà. Soglia che continua ad abbassarsi paurosamente, anno dopo anno, a causa del perdurare di una crisi gravissima che sta devastando il tessuto sociale e che fa dell’Italia, come l’Eurostat prevedeva già nel 2005, “uno dei Paesi dell’Unione Europea con il più elevato tasso di rischio di povertà”e particolarmente esposto al ricatto dei circuiti criminali che speculano e prosperano sulla povertà e sulle disuguaglianze sociali”.

In Italia sono infatti ben dieci milioni le persone in condizione di povertà relativa e oltre sei milioni quelle in povertà assoluta, complessivamente un quarto della popolazione. A questi vanno ad aggiungersi tutte quelle fasce sociali che fanno aumentare in maniera esponenziale il numero dei soggetti a “rischio povertà”: dai lavoratori sottopagati ai precari, dagli ultracinquantenni senza alcun lavoro alle donne, dai migranti ai giovani, dagli anziani a coloro che hanno difficoltà abitative. L’istituzione del reddito minimo appare dunque come l’unica misura strutturale in grado di opporsi concretamente alla devastazione sociale incombente, come riconosciuto del resto dal Parlamento europeo che non a caso lo indica, già dal 2010, come necessario per “contribuire al miglioramento della qualità della vita e per offrire a tutti la possibilità di partecipare alla vita sociale, culturale e politica come pure di vivere dignitosamente”, specificando “che anche in periodi di crisi, i regimi di reddito minimo non andrebbero considerati un fattore di costo bensì un elemento centrale della lotta alla crisi”, oltre che un’arma contro i circuiti criminali che sfruttano il bisogno di lavoro trasformandolo in ricatto sociale, morale ed economico.

“Riteniamo che sia dovere preciso delle amministrazioni locali contribuire a una presa di coscienza su questo tema – afferma il sindaco Alessandri – certamente come tale lo avverte la nostra, coerentemente con i principi che ispirano la nostra azione politica ed amministrativa e che nella persona e nel suo diritto alla dignità e all’inclusione sociale hanno dei fondamenti irrinunciabili. Aderiamo convinti, perciò, alla campagna di Libera, con l’intento di coinvolgere associazioni, comitati, sindacati, movimenti e singoli cittadini, certi di poter contare su un sostegno diffuso e fattivo da parte della comunità monterotondese e di poter contribuire affinché l’esame dei provvedimenti legislativi riguardanti l’istituzione del reddito di dignità siano calendarizzati dal Parlamento a strettissimo giro”.

Testo da visualizzare in slide show

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