Il sit in sabato c’è stato, come promesso, in un’atmosfera pacifica ma risoluta che ha visto protagonisti gli attivisti del Comitato Città Termale, scesi in piazza Bartolomeo della Queva armati di cartelli e cellulari con lo scopo di chiedere una data certa per risolvere il problema della baraccopoli di “Stacchini”. Alla raccolta firme, promossa su strada, si è aggiunta la protesta social che ha visto i cittadini prendere in mano i cartelli con su scritto “Caro prefetto io voglio respirare” che in questi giorni di giugno hanno fatto il giro del web. Il tema è sempre lo stesso: la notte, spesso e volentieri, non si respira a causa dei roghi notturni che impediscono ai residenti di vivere normalmente, aprendo per esempio le finestre di casa. Per questo i membri del Comitato, da anni attivo sul territorio, hanno prima chiesto in una lettera aperta al sindaco, Giuseppe Proietti, di scrivere a sua volta al Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, per poi decidere di passare alle vie di fatto. Nel frattempo, come anticipato dal comune stesso, il Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza si è riunito venerdì scorso confermando la disponibilità a risolvere in tempi rapidi la questione.
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