L’immondizia è il tema caldo di questa estate 2015 a Tivoli, dove continuano i problemi sul fronte Asa spa, ma stavolta a preoccupare il Pd, partito più grande tra quelli che siedono nei banchi dell’opposizione, sono i tempi con cui verranno erogate le bollette della Tari, in vistoso ritardo a causa della mancata approvazione del piano finanziario dell’Asa spa. A bloccarlo il dirigente del settore Ambiente, Giuseppe Petrocchi, che qualche settimana fa ha espresso le sue riserve sulle modalità con cui la municipalizzata affida lavori a terzi. “Quest’anno i tiburtini saranno costretti a pagare le bollette Tari per la raccolta e smaltimento dei rifiuti a scadenza ravvicinata di tre mesi l’una dall’altra. Altro che dilazione sbandierata dalla giunta Proietti, un vero e proprio salasso si abbatterà tra settembre e dicembre su famiglie, imprenditori, commercianti e artigiani, a causa della confusione e inconcludenza che regna sovrana a Palazzo San Bernardino e che ha impedito finora l’approvazione del Piano finanziario dell’Asa”, dice il capogruppo dei democratico Manuela Chioccia. “Il risultato finale di tale sciagurato modo di operare è che, ad oggi, e siamo ben oltre la metà di luglio, il piano Finanziario Asa non è stato ancora approvato e quindi l’azienda non può spedire le bollette agli utenti. Di fatto, l’acconto non potrà essere pagato prima di settembre, mentre la seconda rata a conguaglio scatterà obbligatoriamente entro il 16 dicembre”, aggiunge, criticando anche la scelta del sindaco, Giuseppe Proietti, di chiedere all’amministratore unico di Asa, Francesco Girardi, di portare le carte sotto osservazione direttamente all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. “Siamo in presenza di di un autentico capolavoro di ingegneria politico istituzionale: il controllore (ossia il Comune), invita il controllato (cioè Asa) a farsi controllare proprie attività gestionali da un soggetto terzo”, conclude Chioccia bollando l’operazione come frutto di “marketing politico”. A non mancare e’ anche un attacco ai grillini, rappresentati in consiglio da Carlo Caldironi, che con l’opposizione finora hanno avuto poco a che fare: “Colpisce di nuovo l’assordante e singolare silenzio del Movimento 5 Stelle. I Pentastellati, cioè i paladini della trasparenza e della legalità evidentemente ritengono che tutto vada bene”.
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