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Cambia/Menti: Quando il terrore paralizza

Terrorizzante è ciò che è imprevedibile, inaspettato, ciò che piomba in maniera inattesa e violenta durante il rassicurante susseguirsi dei momenti della quotidianità, come i tragici eventi di Parigi che vedono come teatro i luoghi della vita quotidiana, ristoranti, locali, lo stadio. Quando si è in preda all’ imprevedibile la mente è paralizzata dal terrore, l’onda  emotiva da cui si è assaliti non è riformulabile e quindi contenibile, le possibilità di attivare il pensiero sono ridotte ed è  annullata quasi completamente ogni possibilità di fornire una risposta che sia efficace; il terrore dunque ci fa sprofondare nel caos, e nel senso di dispersione e frammentazione di noi stessi. L’intrusione di circostanze esterne estreme come quelle della violenza devastante degli attentati di Venerdì a Parigi fa vacillare il senso di esercitare un controllo sulla realtà da parte dell’ individuo, ed è questo l’ obiettivo del terrorismo, farci sprofondare nel caos e paralizzarci così da renderci maggiormente vulnerabili e manipolabili. Lo scopo è quello di rendere tutti noi deboli, sospettosi, incapaci di ogni reazione pensata e consapevole, paralizzati e in uno stato di sospensione delle nostre vite.

La risposta più adeguata per affrontare l’ irrompere del terrore nella mente, va dunque nella direzione opposta alla paralisi,  la direzione rappresentata ad esempio dalle manifestazioni spontanee nate in diverse capitali di Europa, che hanno visto una partecipazione collettiva in risposta al tentativo di diffondere una paralisi collettiva. Tale risposta è la prova di come anche di fronte al tentativo di trascinare e far sprofondare nel terrore ci siano comunque margini per riattivare un pensiero propositivo e per creare condizioni di coesione e integrazione sociale, in risposta al tentativo da parte dei terroristi di dividere e paralizzare.

In questo senso, cioè nella direzione di non cedere alla paralisi, può essere intesa anche la decisione del governo francese di riprendere al più presto le normali attività, con la riapertura di scuole e musei, visto il significativo valore simbolico di non interrompere il corso della nostra quotidianità, in modo da ribadire che non siamo ricattabili nonostante il tentativo di pietrificare attraverso il terrore.

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