Sgominata dagli agenti di Villalba una banda di truffatori on.line

#NLCronaca #GuidoniaMontecelio – Una banda specializzata nel riciclaggio del denaro e nella truffa online, cinque persone, tra i 23 ad i 35 anni e tutte di Napoli, sono state denunciate per aver raggirato 200 persone per un totale di oltre 100 mila euro. Il numero di vittime, al momento, è provvisorio, con il prosegue delle indagini potrebbe aumentare. Le vittime accertate sarebbero disseminate in tutta Italia. Uno dei denunciati, inoltre, “vanterebbe” ben 132 indagini per truffa.

Le indagini sono partite da una denuncia sporta da una vittima alla polizia di Villalba. Gli agenti, sempre più specializzati in questo genere di reati, hanno avviato subito le indagini scoperchiando un vero e proprio vaso di Pandora.

 LA TRUFFA DI GUIDONIA

Il “caso” che ha dato portato ad identificare la banda è stato quello di un uomo che aveva comprato su internet un Bimby, un elettrodomestico per la cucina, da regalare alla moglie, attratto da un prezzo molto vantaggioso. Effettuato il pagamento su una carta Poste Pay, di 892 euro, aveva invano atteso l’arrivo dell’attrezzatura. Dopo qualche giorno ha provato a contattare telefonicamente il venditore senza avere alcuna risposta e quindi, preoccupato, ha deciso di sporgere denuncia lo scorso 15 gennaio.

I poliziotti, tramite la carta prepagata utilizzata per ricevere il pagamento, sono risaliti al primo truffatore e, proseguendo le indagini, agli altri quattro.

IL SISTEMA DELLE TRUFFE

I cinque avevano organizzato un sistema di tutto rispetto, non limitandosi come molti “truffatori” on.line a meri annunci su siti di compravendita. La banda gestiva diversi siti di e-commerce falsi ma con delle vere credenziali. Sui siti, infatti, erano riportate vere partite iva e veri dati di aziende presi all’insaputa delle società. Queste piattaforme servivano per attirare le vittime con dei prezzi estremamente vantaggiosi, spesso fuori mercato. Tra gli oggetti in vendita c’era di tutto, oltre a smartphone e tablet, anche macchine fotografiche, televisori, frigoriferi, impastatrici, stufe a pellet. Chi voleva comprare effettuava i pagamenti su carte Poste Pay, risultate poi intestate a stretti collaboratori. I soldi venivano poi convertiti attraverso piattaforme finanziarie virtuali in BitCoin, una moneta elettronica utilizzata sul web.

Le indagini dei poliziotti di Villalba di Guidonia hanno permesso di scoprire 200 vittime, disseminate in tutta la Penisola, da Chivasso a Cremona, da Roma a Varese, passando per l’Emilia e l’Abruzzo. 

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