Visto da me/ I quartetti per archi di Mozart. Alla ricerca di un’armonia possibile

Di Roberta Mochi

I quartetti per archi di mozart di Sandro Cappelletto

Sandro Cappelletto, scrittore e storico della musica, pubblica per Il Saggiatore un libro che, come ci spiega in prefazione Paolo Arcà, nasce dalla proposta della Società del Quartetto di Milano di eseguire, come mai accaduto prima, il ciclo integrale e in ordine cronologico dei ventitré quartetti per archi di Wolfgang Amadeus Mozart.

Siamo a Lodi, una locanda nei pressi della stazione di posta, è il 1770. Un ragazzo di quattordici anni, esile ma sicuro di sé, compone il suo primo quartetto. L’avvio del primo movimento, un adagio in sol maggiore, lascia stupefatti: un incedere di viola e violoncello, lento, piano, austero, ieratico.

La data è certa, perché sulla partitura finale, il padre Leopold scrive: «15 di Marzo alle 7 di sera – di Amadeo Wolfgango Mozart».

Proseguono così le ventitré tappe di questo viaggio musicale, tra curiosità e passione, narrando l’arte di un genio, rivoluzionaria ed emblematica, e un’intera epoca con la Vienna del secondo Settecento sullo sfondo, dal Quartetto di Lodi a quelli Prussiani, passando per i celebri dedicati al maestro Haydn – perché fosse loro «Padre, Guida, ed Amico!».

La bellezza di questo volume è proprio qui, nella strategia decisa da Cappelletto di affrescarci il secolo dei Lumi che si spegne e la natura stesso del quartetto, genere a cui “Trazom” era particolarmente legato, spiegandocela con le sue stesse parole, attraverso le lettere e le testimonianze anche dei suoi contemporanei.

I quartetti per archi di mozart di Sandro Cappelletto

Vita privata e pubblica si intrecciano per portare alla luce tutti gli aspetti, quelli intimi e quelli fondamentali della forma. Franz Joseph Haydn scelto come guida e maestro – in reciproco scambio di affetti – nel corso dell’esecuzione proprio in casa Mozart si troverà a sussurrare all’orecchio di quel padre prodigo, tornato dopo lunga assenza: “Vi dico davanti a Dio, come uomo d’onore, che vostro figlio è il maggior musicista ch’io conosca di persona o di reputazione.

Ha gusto e, ciò che più conta, un grandissimo mestiere compositivo”.

Un libro appassionante, quindi, che è anche un invito all’ascolto dal vivo, unico e insostituibile strumento per apprezzare alcune forme musicali.

E un volume bello, di quella bellezza luminosa che solo la veridicità e l’autorevolezza delle fonti storiche e l’affettuosa passione sanno restituire.

Sito della casa editrice Il Saggiatore

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