Tivoli, misura antimafia per proteggere una donna vittima di violenza. Il Procuratore Francesco Menditto: “Contro questi reati odiosi noi ci siamo”. La Procura di Tivoli da gennaio ha messo a disposizione delle vittime di violenza uno sportello di ascolto.
Il marito della donna sta per uscire dal carcere, dopo essere stato recluso proprio per i maltrattamenti in famiglia per circa due anni, e la moglie, temendo il ripetersi delle violenze, si è rivolta Procura di Tivoli per chiedere aiuto.
“Applicata per la prima volta, e con urgenza, una misura di prevenzione, prevista dal Codice antimafia per le persone pericolose, per proteggere una donna vittima di violenza domestica. Il provvedimento è innovativo anche perché emesso al di fuori del procedimento penale.
È stata la Procura di Tivoli, guidata dal procuratore Francesco Menditto, a chiedere e ottenere la misura di prevenzione del divieto di soggiorno nei Comuni frequentati dalla donna a carico del marito condannato per maltrattamenti nei suoi confronti e prossimo alla scarcerazione avendo scontato la pena. Terrorizzata, temendo di ripiombare nell’inferno di violenze, andate avanti per anni e consumate anche davanti ai figli minori e interrotte solo dall’arresto e dalla detenzione del marito, la donna si è rivolta alla Procura che, dopo aver svolto gli accertamenti, ha valutato che la vittima sarebbe stata esposta a gravi pericoli con il ritorno in libertà del coniuge.
I magistrati hanno verificato che l’uomo in carcere ha continuato ad avere comportamenti violenti, accumulando provvedimenti disciplinari, senza aver intrapreso alcun percorso di rieducazione. Nell’assenza di disposizioni a tutela immediata della vittima, non consentite dal codice di procedura penale né dalla legislazione ordinaria, la Procura di Tivoli ha ritenuto di utilizzare la normativa prevista dal c.d. Codice antimafia (d.lgs. n. 159/2011). In particolare, l’applicazione provvisoria e urgente della misura di prevenzione. Il 14 marzo è stata, perciò, immediatamente avanzata la richiesta in considerazione della spiccata pericolosità dell’uomo (art. 9, comma 2, d.lgs. n. 159/2011). Guglielmo Muntoni, presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma, la stessa che si occupa dei provvedimenti patrimoniali del caso “Mafia capitale”, il giorno dopo ha accolto la richiesta. L’uomo, la cui scarcerazione è prevista per domani, sarà sottoposto subito alla misura e, in caso di inosservanza (e dunque di ingresso in uno dei Comuni frequentati dalla donna), potrà essere arrestato per violazione di una specifica norma del Codice antimafia. Se non ci fosse stata questa iniziativa sarebbe tornato libero senza alcun vincolo o possibilità di serio controllo a tutela della donna. I magistrati si sono mossi in questa direzione per dare effettività alla tutela, come richiesto anche dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo che ha recentemente condannato l’Italia per non avere agito con sufficiente rapidità per proteggere le vittime di violenza domestica”.
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