Emergenza lavoro: la situazione dei lavoratori della Risp

Senza stipendio da tre mesi e senza nessuna certezza per il futuro. Sono giorni drammatici per i gli oltre 70 dipendenti dei supermercati Risp del gruppo Ter. Quattro negozi, due a Tivoli, una Marcellina e uno a Palombara, chiusi ormai da agosto. Tutti i supermarket del gruppo, che in passato ha contato picchi di 16 centri aperti nell’hinterland tiburtino, hanno abbassato le serrande. “Doveva essere un semplice inventario e la riapertura era prevista prima di Ferragosto, ad oggi tutto chiuso e non abbiamo notizie per il futuro” ha spiegato Barbara Di Tomassi, segretaria della Filcams Cgil Rieti – Roma Est. “Già prima della chiusura non c’era merce da vendere – ha aggiunto Di Tomassi –. Ad oggi i lavoratori, tra cui ragazze madri, famiglie monoreddito e coppie dove moglie e marito lavorano insieme, sono tre mesi che non prendono lo stipendio”.

Il contratto di solidarietà “La situazione è involuta rispetto ad una trattativa iniziata più di un anno fa con il primo accordo di solidarietà. L’azienda era in difficoltà economica, pagava gli stipendi frazionandoli nell’arco della settimana, e quindi fu siglato un accordo per mantenere i livelli occupazionali e dare una boccata d’ossigeno alla società. Ma non ci sono stati gli effetti sperati”. La situazione è poi peggiorata in primavera. “La Ter, società proprietaria, ci ha comunicato di essere in trattativa con un suo competitor per un partenariato – racconta ancora la segretaria della Filcams Cisl –. Da giugno però non abbiamo avuto più notizie nè sull’avanzamento delle trattative nè di piani di rilancio. Ad agosto, poi, è arrivata una chiusura per inventario e da allora le serrande sono rimaste abbassate”.

La situazione dei lavoratori “Ai primi di agosto ad alcuni, 45 persone, sono arrivate delle lettere comunicanti il trasferimento in nuove società, agli altri invece sono state imposte le ferie fino al 30 settembre. Non abbiamo, però, nessuna notizia di queste società. Stiamo facendo visure, chiesto informazioni alla Ter e un’ispezione ministeriale”. “Ora vogliamo impugnare il conferimento e stiamo presentando un decreto ingiuntivo per gli stipendi arretrati – prosegue la sindacalista –. Continueremo la mobilitazione e chiederemo un incontro ai sindaci di Guidonia Montecelio, dove ha sede la Ter, e di Tivoli, dove ci sono due dei quattro negozi”.

La soluzione “I lavoratori hanno manifestato la volontà di rilevare i punti vendita ma serve il sostegno delle istituzioni. Vogliamo coinvolgerle. È una strada difficile, c’è tanta burocrazia da affrontare, ma loro vogliono lavorare non vogliono il sussidio di disoccupazione”. Fulvio Ventura

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