Villa sequestrata a San Polo dei Cavalieri, il lussuoso immobile è finito nell’operazione della guardia di finanza che ha portato al sequestro di beni per 9.5 milioni di euro ad un imprenditore romano. L’operazione dei militari delle fiamme gialle del comando provinciale è incentrata sulla rete di proprietà riconducibili a Francesco Varsi, classe 1947, che attraverso un’articolata serie di società gestiva un ingente patrimonio pur dichiarando un basso reddito.
La macroscopica sproporzione tra i redditi dichiarati e l’effettiva consistenza patrimoniale, acclarata mediante miratiaccertamenti patrimoniali, ha consentito di richiedere e ottenere l’applicazione dell’odierna confisca, che ha ad oggetto i beni già sequestrati nel mese di aprile 2017, nonché di un ulteriore provvedimento di sequestro, eseguito lo scorso mese di maggio, riferito a crediti per oltre 2 milioni di euro vantati da Varsi e dalla moglie, Montoya Sandra Liliana, nei confronti delle imprese riconducibili al primo.
La misura, disposta dal Tribunale di Roma – Sezione misure di prevenzioneed eseguita dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico–Finanziaria della Capitale, si colloca nell’ambito dell’azione condotta dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e dal Corpoper l’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati e giunge al termine di complesse indagini, avviate nel 2012, che avevano consentito di individuare nel Varsi il dominus di un articolato sistema societario attraverso cui aveva “schermato”, nel tempo, un ingente patrimonio, assolutamente sproporzionato rispetto al suo modestissimo profilo reddituale.
All’imprenditore stati contestati numerosi e sistematici fatti di evasione fiscale, dai quali traeva sostentamento, commessi servendosi di svariati compendi aziendali, tutti a lui riconducibili, fino a costruire il reticolo societario oggi confiscato: un imprenditore “specializzato” nella perpetrazione “seriale” di reati tributari.
Varsi era già gravato da molteplici precedenti penali e di polizia, risalenti al lontano 1966, per vari reati, tra cui oltraggio e resistenza a un pubblico ufficiale, vendita di prodotti industriali con segni mendaci, minaccia, emissione di assegni a vuoto, lesioni personali, furto e rapina.
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