ArcheoTibur, convegno a Villa Gregoriana su Il Vino, la Bevanda degli Dei-Viaggio attraverso la viticoltura nel Mondo Antico

ArcheoTibur, convegno a Villa Gregoriana su Il Vino, la Bevanda degli Dei-Viaggio attraverso la viticoltura nel Mondo Antico

“Il Vino, la Bevanda degli Dei-Viaggio attraverso la viticoltura nel Mondo Antico” presso la sala conferenze del FAI-Parco Villa Gregoriana, sabato 22 settembre dalle ore 17:00.

Interverranno, del direttivo di ArcheoTibur, il dott. Stefano Del Priore, il dott. Giovanni di Braccio e Christian Doddi.

Da ArcheoTibur

Il termine “vino” è una parola viaggiatrice. E’ presente in tutte le lingue indoeuropee, passate e presenti, ma con elevatissima probabilità non è di origine indoeuropea. La viticoltura e la produzione del vino ebbero origine, a quanto sembra, nelle zone meridionali del Ponto e dell’Asia Minore, durante la rivoluzione agricola del Neolitico: la parola deve esser proceduta all’esterno da qualche lingua parlata localmente, seppur ignoriamo quale esattamente fosse; fuori dalla famiglia Indoeuropea, precisamente tra le lingue semitiche, abbiamo l’arabo e l’etiopico Wain, l’assiro Inu e l’ebraico Jajin, il che lascia presupporre la parola originaria protosemitica Wainu. Nelle lingue indoeuropee parlata in Asia minore, la ritroviamo come Waiana nel luvio geroglifico e Wijana nell’hittita. In tempi pienamente storici il vino, veicolato sui grandi assi commerciali creati da etruschi, greci e romani, raggiunse perfino le gelide terre del Nord Europa, divenendo un bene di consumo dalla dimensione quasi divina e, con esso, crebbe di pari passi l’importanza del servizio da vino, di stampo simposiaco, composto da bicchieri, calici, anfore di ceramica grigia meridionale e vasi attici, affiancati da utensili bronzei etruschi. I romani, e ciò non deve recare stupore, furono i maggiori diffusori demici del vino: i discendenti di Romolo produssero numerose varietà di vini estremamente pregiati, facendo propria anche la sapienza dei popoli viticoltori che avevano assorbito quali Elleni ed Etruschi, e dando vita a varietà assolutamente originali come il vinum mulsum, ottenuto aggiungendo del miele o frutta molto zuccherina come dolcificanti, assieme a varie spezie.

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