Omicidio di Monterotondo, si prospetta la “legittima difesa”

Omicidio di Monterotondo, si prospetta la “legittima difesa”. Ha colpito il padre per difendere la madre e la nonna dopo l’ennesima aggressione. L’uomo, Lorenzo Sciacquatori, è successivamente deceduto. “Dalla ricostruzione dei fatti, ancora in corso, è emerso che la morte del 41enne, disoccupato e alcol-dipendente, rientra in un contesto ben più ampio e complesso di protratte violenze che questi ha perpetrato, negli ultimi anni, ai danni di tutte le componenti del nucleo familiare, costituito esclusivamente da donne (la compagna, la giovane figlia della coppia e l’anziana madre)”.

LA SITUAZIONE DELLA GIOVANE

Nelle prossime ore – fanno sapere dalla Procura di Tivoli in una nota -, all’esito anche di ulteriori accertamenti e dell’esame autoptico, la Procura valuterà l’esatta qualificazione dei fatti e l’eventuale esistenza della legittima difesa, proprio alla luce dello svolgimento degli accadimenti, della condotta aggressiva dell’uomo e del conseguente tentativo di protezione della giovane sia di sé stessa, che della mamma e della nonna”

LA RICOSTRUZIONE: IL RIENTRO DELL’UOMO A CASA

I fatti risalgono alla prima mattina di ieri (domenica 19 maggio, ndr). Verso le 5 l’uomo sarebbe rientrato in casa, in evidente stato di alterazione alcoolica, prendendo a calci la porta dell’appartamento per farsi aprire e, una volta all’interno, avrebbe iniziato ad essere violento, aggressivo e minaccioso nei confronti della compagna e convivente C.A. (di anni 42), dell’anziana madre in gravi condizioni di salute e della figlia diciannovenne D.S. che aveva tentato di proteggere la nonna. In quel momento sarebbe arrivata anche la sorella dell’uomo che avrebbe assistito alle aggressioni del fratello, subendole.

LA FUGA

Le quattro donne verso le 8 avrebbero deciso di fuggire per il timore di subire più gravi conseguenze, tanto che la ragazza non ha avuto il tempo di vestirsi ed è uscita in pigiama. Appena varcato il portone e giunte in strada le donne sarebbero state raggiunte dall’uomo che avrebbe strattonato violentemente l’anziana madre, gridando loro di fare rientro a casa. Di fronte alla loro opposizione l’uomo avrebbe reagito con violenza aggredendo fisicamente la compagna C.A. con colpi al volto, tanto da determinare la figlia a prenderne le difese. Ne conseguiva una colluttazione all’esito della quale lo Sciacquatori – ex pugile – è rimasto ferito. L’uomo è stato subito aiutato dalle donne e dalla stessa figlia che intanto aveva chiesto aiuto alle persone intervenute, prodigandosi nel soccorrerlo, è stato portato in ospedale, dove è deceduto poco dopo. Sui luoghi è stato trovato  un coltello che certamente era in possesso della ragazza, che lo aveva portato con sé perché impaurita dalla condotta del padre. All’esito del primo esame del corpo della vittima, eseguito in queste ore (cui seguirà l’autopsia) non risulta che la morte sia riferibile a una lesione causata dal coltello ma, verosimilmente, da un colpo inferto dalla figlia nel corso dei fatti in precedenza descritti.

L’UOMO ERA STATO GIA’ DENUNCIATO

Lorenzo Squarciatori era stato denunciato dalla compagna convivente per maltrattamenti nel maggio 2014 ed era stato arrestato nel settembre 2014 anche per resistenza a pubblico ufficiale. Successivamente i due avevano ripreso la convivenza e non risultano denunce per violenza ai danni della donna (da parte di questa, dei familiari o dei vicini) né richieste di intervento ai Carabinieri.

“La figlia diciannovenne della coppia – scrivono dalla Procura -, fortemente provata dall’evento, è stata ascoltata dal PM di turno della Procura di Tivoli alla presenza del difensore. Il Pm di turno, d’intesa col Procuratore, ha disposto che la ragazza rimanesse a disposizione della Procura presso l’abitazione di familiari.

IL PROCURATORE

“Allo stato delle indagini si ritiene opportuno sottolineare che ancora una volta il delitto che si è consumato deriva anche dalla difficoltà delle donne vittime di violenza di cercare il sostegno delle istituzioni. In più occasioni si è verificato che il tempestivo intervento della polizia giudiziaria, della Procura della Repubblica – fortemente impegnata in questo settore – e delle istituzioni è stato in grado di offrire protezione e di interrompere un crescendo di violenze che, come in questo caso, rischiano di arrivare ad epiloghi drammatici”.

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