Linciaggio e rivolta all’Albuccione.Un centianaio di persone contro i campi rom, due italiani arrestati

Linciaggio e rivolta all’Albuccione, un furto ad una vettura incendia gli animi del quartiere contro i rom.

Dopo i furti nella scuola di due settimane fa, la cui responsabilità è stata data agli occupanti dei campi abusivi, la tensione era già alta. Così è bastato poco, verso le 14 di ieri pomeriggio (mercoledì 17 luglio), ad incendiare la situazione. Un centinaio le persone in piazza, due italiani fermati per lesioni, tentata estorsione e violazione di domicilio, l’Albuccione di nuovo “invaso” da polizia, arrivata da Tivoli con l’aggiunta dei reparti mobili da Roma, carabinieri di Tivoli e Guidonia e dalla polizia locale di Guidonia. Scene simili a quelle già viste nel settembre del 2017 anche se allora la rivolta di piazza fu più veemente e durò più a lungo.

LA MICCIA E GLI ARRESTI

Polizia, carabinieri e polizia locale hanno presidiato il quartiere dell’Albuccione

Tutto è cominciato quando un residente dell’Albuccione si sarebbe accorto di un furto all’interno della sua vettura, parcheggiata nel garage condominiale. I vetri rotti, l’autoradio e degli effetti personali portati via. La colpa è subito ricaduta sui rom e così l’uomo sembra avesse cercato di dirigersi con altre persone verso uno degli accampamenti. Poi il dietro front e la decisione di rivalersi su una famiglia rom che ha occupato dei locali in quel palazzo. Mentre c’era già una folla che inveiva contro la presenza dei campi, un gruppetto di persone si è staccato per andare verso l’appartamento.

I due italiani fermati dai carabinieri, tra cui la vittima del furto, hanno prima preso di mira il capo famiglia pretendendo un risarcimento di 200 euro per il danno subito, accusandolo di essere in qualche modo responsabile del furto perpetrato dai rom. Davanti al suo rifiuto, quindi, sono entrati nell’abitazione aggredendo lui e la sorella. Nel frattempo sul posto cominciavano ad arrivare le forze dell’ordine, chiamate dagli stessi rom.

I carabinieri della compagnia di Tivoli, in flagranza, hanno fermato i due. Altre situazioni sarebbero al vaglio degli inquirenti.

LA RIVOLTA

Polizia schierata davanti alla via d’accesso ai campi Rom

Mentre i due italiani cercavano di farsi giustizia da soli, nel quartiere si infiammavano gli animi. Due ore di rabbia con un centinaio di persone che si è riversato dai palazzi su via dell’Albuccione per protestare contro i campi e chiedere lo sgombero. Animi tesi, provati da una convivenza quotidiana difficile, che si sono infiammati. La situazione non è degenerata e l’ingresso agli insediamenti rom è stato presidiato dall’Arma e dal reparto mobile della polizia. La polizia locale, invece, ha chiuso l’accesso del quartiere sulla Tiburtina.

Dalle 14 già verso le 16 la situazione era rientrata, la folla è via via scemata e già alle 18 per l’Albuccione non girava quasi nessuno. Se non fossero rimaste le forze dell’ordine a presidiare la zona sembrava non fosse successo nulla.

IL COMUNE

Uno degli insediamenti abusivi dell’Albuccione

Sul posto, per tutto il pomeriggio, sono stati in zona il sindaco Michel Barbet ed il vice sindaco Davide Russo, insieme a diversi consiglieri di maggioranza, tra cui Claudio Caruso, e di opposizione, Mauro De Santis e Mario Proietti del Polo Civico.

“La situazione è si tranquillizzata – ha commentato il primo cittadino -. Sono venuto per far capire che l’amministrazione sta cercando soluzioni. I cittadini, qui, sono arrabbiati e non è la prima volta che accade questo. Abbiamo chiesto un nuovo incontro, urgente, al Prefetto. Gli avevamo già scritto lo scorso 4 giugno per chiedere la convocazione di un comitato per la sicurezza. Vogliamo cercare una soluzione, come abbiamo detto più volte. Questa zona si potrebbe anche inserire nel progetto Strade Sicure, ne ho parlato col ministro Tria, ed avere un presidio dell’esercito, ma occorre l’intervento del Prefetto”.

L’ASL

Sul posto erano presenti anche i funzionari dell’Asl Roma 5, proprietaria dei terreni su cui sono sorti i campi, ed il direttore generale Giuseppe Quintavalle. “Siamo lavorando alla bonifica – ha spiegato – stiamo proseguendo a lavorare ma la situazione è difficile. Contestualmente chiesto ad Acea (in quella zona passa l’acquedotto) ed al Comune di poter mettere cancello per limitare ulteriormente l’accesso a questa discarica abusiva. Stiamo anche valutando di recintare questo terreno”.

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