L’esposizione, promossa dall’Università degli Studi di Palermo e dalla Fondazione Sicilia, rappresenta un importante momento di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale siciliano e vuole essere l’inizio di un ciclo di appuntamenti che renderanno protagoniste anche le altre regioni italiane. Sarà inoltre l’occasione per esporre e rendere visibili per la prima volta al pubblico altri due capolavori di Guttuso, il Cristo deriso, 1938 e i Carrettieri siciliani, 1946, appartenenti alle Collezioni della Camera dei Deputati.
La Vucciria è un grandioso dipinto di 3 metri quadri realizzato da Guttuso nel 1974 nel pieno della sua maturità artistica e fu donato dallo stesso autore all’Università di Palermo, dove è normalmente esposto presso la sede istituzionale di Palazzo Chiaramonte-Steri. Questo capolavoro, considerato il dipinto più celebre di Guttuso, immerge lo spettatore in una scena di vita quotidiana, in uno dei più affascinanti mercati di Palermo. Con realismo crudo e sanguigno – come le carni esposte nel famoso omonimo mercato di Palermo – esprime una delle tante anime della città siciliana. Sono talmente forti il segno dell’artista e il senso del colore da far sprigionare quasi il vocio e la cantilena dei vanniaturi del celebre mercato palermitano che dà il nome al quartiere, evocando i profumi dei prodotti tipici, frutta e verdura, esposti sulle bancarelle.
Il termine vucciria deriva dal francese boucherie, in italiano macelleria, poi italianizzato in bocceria e infine sicilianizzato per essere usato oggi con il significato di “confusione”, cioè quel miscuglio incomprensibile di voci, persone, oggetti, espressioni ed azioni tipici del mercato. E il mercato palermitano ricorda moltissimo i suk, quei mercati organizzati in corporazioni, nati dalla cultura degli arabi, che dominarono la Sicilia tra il IX e il X secolo. Chi osserva il quadro è affascinato dalla vucciria della gente, dalla confusione quindi, della gente e della merce, come se le voci e gli odori venissero fuori dal dipinto. Si possono notare i passanti che si incrociano in un contatto fisico abituale, per il poco spazio e il grande afflusso di gente. Solo un pezzetto di strada appare visibile ai piedi della donna al centro della scena. Lo spazio è scandito ritmicamente dalle cassette ricche di pesci e di crostacei a sinistra, dal marmo, dove il pescivendolo mette in bella mostra le teste dei pescispada, dalle casse di frutta e verdura che circondano i passanti, dalla macelleria con il realismo crudo delle carni appese sugli uncini da carnezziere.
L’esposizione sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 18,15. Nelle giornate del 27 e 30 dicembre 2019, 2 e 3 gennaio 2020 sarà visitabile nei consueti orari. Ingresso libero da piazza del Parlamento 25, ogni 45 minuti fino alle ore 17,30.
Domenica 12 gennaio 2020, in occasione della manifestazione “Montecitorio a porte aperte”, l’esposizione della “Vucciria” sarà compresa nella visita del palazzo. Ingresso di Piazza del Parlamento 25 dalle ore 10,30 alle 16,00. Ultimo ingresso ore 15,30.
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