Grotta Polesini a Ponte Lucano: presto riapre alle visite

Un sito piccolo ma importante a livello nazionale, abitato tra i 10.000 ed i 12.000 anni fa, nelle campagne di scavo sono stati ritrovati ossa di animali e circa trentamila utensili. La grotta è però famosa per i ciottoli incisi, ora esposti a Roma nel Museo Pigorini in un settore dedicato, tra i quali il più celebre è quello scolpito a rappresentare un animale somigliante al lupo. Buona parte degli utensili ritrovati è di dimensioni molto ridotte analogia riscontrabile nella grotta Romanelli che si trova in Puglia nei pressi di Otranto.

La grotta è in proprietà privata ma in passato molte classi della scuola primaria hanno potuto visitarla, grazie alla disponibilità del proprietario, dei volontari del Circolo Legambiente tiburtino e dell’entusiasmo delle maestre. Da qualche anno, in conseguenza della apertura del cantiere di costruzione di una diga a sfioro, posta a servizio di una centrale idroelettrica di piccola potenza, ora in produzione, le visite delle scolaresche sono state inibite. Difficile comprendere come, davanti ad un sito preistorico, Soprintendenze, Regione e Comune abbiano concesso le autorizzazioni necessarie alla realizzazione, nel perimetro di rispetto della Grotta, di un cubo di cemento che avrebbe dovuto essere “di impatto minimo sul livello del terreno” le opere nel fiume “quasi completamente sotto il livello dell’acqua”.

Ad aprile 2016 la Commissione consiliare competente ha riesumato il progetto ed avviato, dopo un sopralluogo durante il quale sono state riscontrate inadempienze, un dialogo con la Società che attualmente gestisce la centrale, scopo ottenere la realizzazione delle parti progettuali ancora mancanti prevalentemente destinate a ripristinare le condizioni di visita ed a limitare l’impatto visivo dell’edifico servizi. Con il recente supporto del professor Zaccaria Mari, della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e dell’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Tivoli, è stato ipotizzato un accordo di massima che dovrebbe riportare anche alla riapertura, su prenotazione, del sito con l’allestimento di un’area di sosta.

Probabile quindi che, se non durante la Primavera prossima, con l’inizio dell’anno scolastico 2020/2021, gli alunni della scuola primaria che affrontano lo studio della Preistoria, possano tornare a visitare il sito preistorico.

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