“Sono 7.584 le domande di cassa integrazione in deroga pervenute alla Regione Lazio dai datori di lavoro presenti sul nostro territorio. La maggior parte di queste riguarda micro imprese con un numero molto ridotto di dipendenti. Anche oggi continua il lavoro degli uffici dell’Assessorato e della Direzione Lavoro che da mercoledi’ scorso compongono la task force creata proprio per contrarre al massimo i tempi di lavorazione delle pratiche e per dare risposte veloci in questo momento di difficolta’.
Parallelamente raccogliamo le indicazioni contenute nell’ultima circolare dell’INPS, anche da noi sollecitata, che da una parte rielenca procedure, modalita’ e indicazioni per chi puo’ ricorrere alla cassa integrazione in deroga, e dall’ altra conferma che quanto indicato nell’accordo quadro stipulato la scorsa settimana tra la Regione Lazio e tutte le parti sociali e’ in linea con le disposizioni normative anche in riferimento alle norme per le lavoratrici, i lavoratori delle aziende artigiane per le quali comunque verra’ garantito il sostegno al reddito. Su questa tematica continua il confronto con le associazioni del settore dell’artigianato e con i sindacati”. Cosi’ in una nota Claudio Di Berardino assessore al Lavoro e Nuovi diritti della Regione Lazio.
Come fare la domanda
Le domande possono essere compilate a partire dalle ore 14.00 del 25 marzo 2020 utilizzando esclusivamente la piattaforma dedicata http://www.regione.lazio.it/cigs/web e successivamente trasmesse alla Regione Lazio utilizzando la PEC areavertenze@regione.lazio.legalmail.it<mailto:areavertenze@regione.lazio.legalmail.it></mailto:areavertenze@regione.lazio.legalmail.it>.
Possono richiedere la CIGD i datori di lavoro, anche al di sotto dei cinque dipendenti, del settore privato, compreso quello agricolo, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, con sede produttiva o operativa ubicata nel Lazio e i lavoratori subordinati operanti sul territorio del Lazio il cui rapporto di lavoro è stato sospeso in tutto o in parte o a cui è stato ridotto l’orario di lavoro a causa degli effetti economici derivanti dall’ emergenza Covid- 19.
La durata della cassa copre un periodo massimo di 9 settimane e può essere richiesto retroattivamente e per i lavoratori che risultano in forze alla data del 23 febbraio 2020.
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