Proseguaimo a pubblicare gli interventi sull’esperienza nel territorio della didattica a distanza avviata dopo la chiusura delle scuole per l’Emergenza Covid.
In questo articolo l’esperienza del Liceo Artistico di Tivoli raccontata dalla prof.ssa Giusy Milone
Le attività didattiche sono sospese dal 5 marzo, ma il DS Sandra Vignoli e i docenti del Liceo Artistico di Tivoli si sono rimboccati le maniche e hanno attivato un modello di didattica a distanza che sta funzionando.
Programmazione e coordinamento le parole chiave.
Detto ciò quest’emergenza ha indubbiamente creato paura e smarrimento ma immediatamente è stata creata una mini task force che guidata dall’animatore digitale prof. Augusto Novelli è stata da subito impegnata per trovare una soluzione.
E’ stata fatta un’analisi delle risorse strumentali e umane a disposizione e anche quei docenti che non si lasciavano subito coinvolgere sono stati sostenuti e aiutati.
E’ stata inoltre avviata una ricognizione per vedere se tutti gli alunni disponessero dei dispositivi e per poter eventualmente acquistare devices a supporto delle
famiglie in difficoltà. Grande collaborazione anche da parte dei genitori che hanno modificato i rituali quotidiani e familiari per permettere ai propri figli di continuare il percorso didattico.
Se prima erano gli alunni ad entrare a scuola, ora è la scuola ad entrare in casa, ma con rispetto e cercando una collaborazione. E’ importante il lavoro di squadra, per non creare quello smarrimento che non permette di mantenere il filo costante con famiglie e studenti. Grande attenzione anche ai ragazzi più fragili, con gli insegnanti di sostegno che dal punto di vista emotivo ed empatico fanno
l’impossibile per non far mancare il loro supporto e la loro presenza.
Perché la didattica a distanza oggi ha prima di tutto una funzione sociale e’ anche un modo per superare l’ansia che stiamo vivendo. Chiusi in casa viviamo delle angosce, e poterle condividere è il modo migliore per esorcizzarle, poter comunicare in rete è importante anche per questo.
La cosa bella è che on line i ragazzi si sentono piu’ liberi, fanno molte piu’ domande, si divertono, seguono con attenzione.
Un grazie va soprattutto a loro che hanno inoltre messo in campo tutta la creatività che li contraddistingue per svolgere esercizi e compiti visto che cominciano anche
a scarseggiare i materiali didattici piu’ comuni come quaderni e fogli da disegno.
Lo sgomento ha lasciato il passo alla volontà di reagire e da questa esperienza usciremo arricchiti, abbiamo scoperto tutti di avere competenze di cui non eravamo
consapevoli ma in una condizione di emergenza abbiamo avuto la forza di metterle in campo e penso che quando torneremo a scuola questo sarà motivo di riflessioni e dibattiti.
Prof.ssa Giusy Milone
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