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Giornata mondiale contro l’Aids: i dati calano ma crescono le diagnosi tardive

Come ogni anno il 1° dicembre ricorre la Giornata mondiale contro l’Aids. In Italia i nuovi casi sono in calo dal 2012, ma stanno crescendo le diagnosi tardive: ben il 60% delle persone scopre di avere la malattia già in fase avanzata. Il numero verde per avere informazioni sull’Hiv è 800861061.

Secondo i recenti dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2019 in Italia sono state effettuate 2.531 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 4,2 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza osservata è lievemente inferiore all’incidenza media osservata tra le nazioni dell’Unione Europea (4,7 nuovi casi per 100.000). Dal 2012 si osserva una diminuzione dei casi per tutte le modalità di trasmissione. Nel 2019, inoltre, la proporzione di nuovi casi attribuibile a trasmissione eterosessuale era 42% (25% maschi e 17% femmine), quella in maschi che fanno sesso con maschi (MSM) 42% e quella attribuibile a persone che fanno uso di droghe per via iniettiva 6%.

Aumenta però la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi CD4 o presenza di sintomi): nel 2019 2/3 dei maschi eterosessuali e oltre la metà delle femmine con nuova diagnosi HIV sono stati diagnosticati tardivamente (CD4 < 350 cell/µL). “Emergono 3 punti chiave – sottolinea Barbara Suligoi, Direttore Centro Operativo AIDS ISS – Diminuiscono le nuove diagnosi HIV in Italia, 2500 circa, e l’incidenza maggiore è tra i giovani tra 25 e 29 anni. Due persone su 3 che si scoprono sieropositive arrivano tardi alla diagnosi con un sistema immunitario già compromesso. Questo significa che tutt’oggi c’è una bassa percezione del rischio e del pericolo HIV sempre attuale attraverso i rapporti sessuali non protetti. Ecco la necessità di campagne mirate e l’importanza dell’uso del profilattico e l’effettuazione del test HIV nelle varie forme (test rapidi, strutture sanitarie, lab mobile, farmacie), in pieno anonimato”.

In occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids, che viene celebrata il 1 dicembre, Anlaids Lazio dona 5000 preservativi alla ASL Roma 5.

Anlaids Lazio è in prima linea da oltre 30 anni per la lotta all’HIV/AIDS/IST e con questo gesto simbolico – spiega Massimo Ghenzer Presidente di Anlaids Lazio ONLUS –  vuole portare avanti la propria mission per la sensibilizzazione su tematiche così importanti e delicate, troppe volte sottovalutate. Nel mese di luglio abbiamo donato la stessa quantità di preservativi all’INMI Spallanzani e continueremo, nei prossimi mesi,  il nostro percorso di sensibilizzazione coinvolgendo altre Istituzioni sanitarie”.

I dati sui contagi e non sono confortanti – commenta il Direttore generale della ASL Roma 5, Giorgio Giulio Santonocito –. Serve una massiccia opera di sensibilizzazione, informazione e prevenzione. Come Azienda sanitaria abbiamo il dovere di agire in questa direzione e ringrazio Anlaids Lazio per aver scelto noi per la donazione e per aver avviato questa collaborazione. I preservativi ricevuti saranno consegnati ai Consultori aziendali per la distribuzione

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