Si celebra oggi la Giornata Internazionale dei monumenti e dei Siti

Si celebra oggi la Giornata Internazionale dei monumenti e dei Siti – The International Day for Monuments and Sites (IDMS), stabilita dall’Unesco ed istituita da Icomos nel 1982. Ogni anno in questa occasione Icomos attraverso i propri i Comitati Scientifici nazionali e internazionali, singoli membri, partner e chiunque voglia partecipare, diffonde i principi della conoscenza e della promozione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Il tema scelto quest’anno da Icomos internazionale è “Passati complessi: futuri diversi”: “Non sarà una giornata scientifica, non sarà una giornata nella quale bisogna fare convegni, dibattiti e portare a casa documenti”, spiega il presidente di Icomos Italia, Maurizio Di Stefano. “Sarà una giornata semplice, una giornata di conoscenza, di socializzazione del patrimonio culturale; abbiamo discusso con i nostri soci, con le scuole e con tutte forze che hanno una volontà di docenza di didattica, perché la materia deve essere sentita sia a livello di formazione, ma anche proprio di socializzazione”.

UN FUTURO DIVERSO

Come avere un futuro diverso? “In una maniera del tutto positiva, diciamo che abbiamo la fortuna di un bagaglio complesso che quindi ci ha già aiutato ad essere più abituati a risolvere situazioni, posizioni differenti, difficili; così il nostro futuro, che non sarà un futuro facile, sarà anche esso un futuro complesso ma diverso, necessariamente diverso”. Come può esserlo in maniera meno traumatica e più adeguato alle nostre esigenze? “Sicuramente con l’ausilio delle tecnologie dell’innovazione che ci vengono oggi offerte dalla ricerca scientifica, dalla digitalizzazione, dalla capacità dei supporti tecnici e tecnologici di cui godiamo. Ma soprattutto questo futuro deve essere basato su un principio ineludibile, che è quello della sostenibilità. Dobbiamo capire che l’impostazione del nostro futuro è oggi condizionato dalla capacità di dare un tempo maggiore alle generazioni che ci seguiranno e a quelle che oggi sono impegnate a comprendere come raggiungere gli obiettivi per ridurre i disastri che abbiamo creato in uno sviluppo non equilibrato. Ecco, questo è un futuro diverso, un futuro che si basa su paradigmi diversi e che impone una rapida capacità di cambiamento. Il patrimonio culturale è parte di questo cambiamento”.

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