Il 13 aprile scorso il Comune di Tivoli si è costituito davanti al Tar del Lazio per resistere nel giudizio proposto dalla società Daf srl contro i provvedimenti regionali con i quali è stato negato alla società il rinnovo delle autorizzazioni per costruire un impianto di smaltimento di rifiuti inerti in una cava di pozzolana a porta Neola di Corcolle, lungo il “vallone dell’acqua rossa”. La località si trova nel territorio del Comune di Roma, ma al confine con quello di Tivoli e in prossimità del sito Unesco della villa dell’imperatore Adriano. Il sindaco Giuseppe Proietti ha dato mandato all’avvocatura del Comune di depositare la costituzione in giudizio – autorizzata con deliberazione di Giunta comunale – proseguendo la battaglia contro la localizzazione a porta Neola di una discarica di rifiuti.
Osservazioni contrarie alla raccolta di rifiuti sono state espresse con forza negli ultimi anni in ogni sede dal Comune, dalle soprintendenze competenti e da altre associazioni della società tiburtina; con questa ulteriore azione, il sindaco e l’amministrazione comunale di Tivoli ribadiscono con determinazione l’assoluta contrarietà a realizzare una discarica che andrebbe a sorgere a due chilometri dalla villa dell’imperatore Adriano, uno dei 55 beni italiani iscritti alla lista del patrimonio materiale dell’umanità, uno dei due – insieme a Villa d’Este – all’interno del Comune di Tivoli.
«Priorità massima per l’amministrazione tiburtina è la volontà di tutelare un sito che ha una valenza d’interesse mondiale quale Villa Adriana, che non può essere in alcun modo compromesso dalla prossimità di soluzioni che possano minare il valore storico, archeologico e identitario di un monumento che ogni anno attira centinaia di migliaia di turisti e ricercatori italiani e stranieri», ribadisce il sindaco Proietti. «Il contesto ambientale, urbano e paesaggistico a ridosso di Villa Adriana non può essere svilito dalla vicinanza di una discarica, di qualunque natura essa sia; al contrario, necessita di essere valorizzato e migliorato per preservare pezzi di storia unici al mondo e per accogliere in modo agevole ed efficiente un numero sempre maggiore di visitatori. La prossimità della nuova ipotizzata discarica alla villa di Adriano avrebbe conseguenze disastrose, in quanto porterebbe un pregiudizio irreversibile all’attrattività che il sito patrimonio dell’umanità esercita nei confronti dei grandi circuiti turistici mondiali, in un momento, tra l’altro, in cui tutti gli sforzi della comunità locale e del Paese dovrebbero essere concentrati a rilanciare la ripresa economica dopo l’emergenza sanitaria, a partire proprio dal settore culturale, artistico, archeologico».
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