In un decreto firmato il 22 giugno, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha proclamato lo stato di calamità naturale per l’intero territorio e fino alla data del 30 novembre 2022 a causa della “grave crisi idrica determinatasi per l’assenza di precipitazioni meteorologiche ed in conseguenza della generalizzata difficoltà di approvvigionamento idrico da parte dei Comuni”. Nel decreto, il governatore ha ribadito che “per la gestione dell’emergenza idrica e per il sostegno alle popolazioni e alle attività produttive sono indispensabili misure di natura straordinaria ed emergenziale”.
Per questo Zingaretti chiederà alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, “di valutare la dichiarazione dello stato di emergenza, ai sensi dell’articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, sulla base della evoluzione degli scenari di severità idrica in corso, provvedendo alla successiva trasmissione dei dati e del quadro dei fabbisogni per la verifica della sussistenza dei requisiti e dei presupposti al fine di fronteggiare adeguatamente la situazione emergenziale”.
Il decreto è stato trasmesso alla Giunta ed al Consiglio regionale ai sensi dell’articolo 15, comma 2 della L.R. 26 febbraio 2014, n. 2 e sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e contestualmente trasmesso a tutti gli Enti locali interessati dal presente atto. Avverso il presente decreto è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo del Lazio nel termine di giorni 60 (sessanta) dalla comunicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni 120 (centoventi).
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