Inaugurata barriera acchiapparifiuti sul fiume Aniene a Roma

Inaugurata la barriera Acchiapparifiuti sul fiume Aniene, nella Riserva naturale della Valle dell’Aniene a Roma. Continua l’impegno della Regione Lazio in tema di tutela dell’ambiente ed eliminazione dei rifiuti dai fiumi prima che questi arrivino in mare. Dal 2019 la Regione Lazio – Ufficio di scopo Piccoli Comuni e Contratti di Fiume, nell’ambito delle azioni intraprese per i Contratti di Fiume, ha deciso di installare le barriere di raccolta dei rifiuti galleggianti, individuando come siti il fiume Tevere anche il fiume Aniene. La struttura da oggi torna ad essere operativa per ulteriori 12 mesi anche sull’Aniene grazie a un investimento di oltre 60mila euro. Si tratta di un intervento di raccolta di materiale galleggiante sul Fiume Aniene, mediante barriere mobili utile al miglioramento della qualità delle acque e alla sicurezza idraulica del Fiume. Le plastiche compongono oltre l’80% del litter presente in mare, con dimensioni che variano da nano particelle a mega plastiche. Ad oggi 322 milioni di tonnellate di plastica vengono prodotte ogni anno nel mondo e, di queste, una quantità compresa tra 4,8 e 12,7 milioni di tonnellate finisce in mare. Dunque intervenire sulla qualità delle acque dell’Aniene significa soprattutto agire sulle acque che arrivano in mare. Finora la Giunta regionale ha speso oltre 530mila per interventi di questo tipo e inserito nella prossima programmazione europea 3 milioni di euro per posizionare barriere acchiapparifiuti nei Fiumi e nei Laghi della Regione Lazio, proprio al fine di rendere più pulite le loro acque, preservando la natura e la biodiversità anche nelle aree urbane, con un impatto significativo a livello di inquinamento ambientale. Durante l’evento è stato installato un cartello informativo dell’intervento e posizionata all’interno della Riserva Naturale una panchina in plastica riciclata, per rappresentare quanto può essere prodotto dalla plastica raccolta e avviata al riciclo.

DAL 2019 RACCOLTI DALLA BARRIERE ACCHIAPPARIFIUTI SUL TEVERE E ANIENE OLTRE 10,5 TONNELLATE DI RIFIUTI – Nello specifico finora sono stati raccolti 9 tonnellate di rifiuti così costituiti: il 75% è costituito da varie tipologie di materiali, la cosiddetta “frazione estranea”, che comprende tutto ciò che non è imballaggio in plastica. Il 15 % del campione è costituito da oggetti in plastica non imballaggio come giocattoli, caschi, seggiolini auto, ecc., il 27 % è materiale organico, il 7% da oggetti di varia natura come cuscini, scarpe, borse, ecc. e l’altro 26 % da stracci, corde, oggetti in vetro, alluminio e acciaio. Il 25 % è costituito da imballaggi in plastica. Nel dettaglio: il 14% è costituito da bottiglie in pet, quasi il 2% da contenitori in polistirolo, poco più del 3 % da flaconi, poco più del 5 % da film e il restante da altri contenitori in plastica sono stati recuperate più di 1200 kg di bottiglie, una bottiglia pesa in media 40 grammi quindi sono state rimosse dall’acqua più di 30 mila bottiglie. A questi si aggiungono 1,5 tonnellate di taniche di ferro, pneumatici, frigoriferi, bombole Gpl, scaldabagni, caschi, materassi, tavoli da ping pong, lavatrici. Partner del progetto sul Fiume Aniene sono l’Ente Parco Regionale RomaNatura, che garantisce la sostenibilità del cantiere all’interno della riserva e provvederà alla sensibilizzazione e al coinvolgimento di scuole, cittadini e associazioni, a sostegno del percorso del contratto di fiume, e Corepla, il Consorzio Nazionale per la raccolta il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, che si occuperà del ritiro dei rifiuti raccolti, di selezionare il materiale plastico, valutare gli imballaggi riciclabili e avviarli alla produzione di oggetti in plastica riciclata. I lavori sono eseguiti dalla Garbage Group con Start Up Seads, aggiudicatrice della gara d’appalto indetta dalla Regione Lazio.

COME FUNZIONANO LE BARRIERE – Il sistema di intercettazione dei rifiuti è composto dalle barriere galleggianti rigide ‘Blue Barriers’ che comprendono più elementi modulari di materiale plastico (eventualmente plastica riciclata), agganciati tra loro tramite un sistema di tubi e cavi d’acciaio che rendono la struttura resistente e in grado di affrontare qualsiasi condizione del fiume. Le barriere galleggianti permettono di fermare le plastiche ed altri rifiuti galleggianti, convogliandoli in un’area a ridosso della sponda del fiume. La barriera è ancorata tramite pali alla sponda del fiume. Le ‘Blue Barriers’ sono costruite per massimizzare la raccolta dei rifiuti fluviali e intercettare sia i rifiuti e detriti superficiali sia quelli che vengono trasportati sotto il pelo dell’acqua. Per questo motivo ogni modulo affonda da 70cm a 95cm e misura 110cm in altezza, 120cm in profondità e 100cm in larghezza. Le barriere galleggianti rigide di contenimento sono particolarmente versatili e funzionali e sono in grado di aprirsi automaticamente in modo rapido e semplice, ad esempio in casi di piena eccezionale o di emergenza che richiedono l’eliminazione di qualsiasi ostruzione al flusso dell’acqua. A seguito dell’accumulo tra la barriera e la sponda, i rifiuti, con una frequenza da definire, non minore di due volte la settimana, sono raccolti a mano o tramite un mezzo da terra, quale un ragno meccanico, che consente il trasporto del rifiuto dal fiume al deposito temporaneo, preventivamente individuato. I rifiuti sono stoccati in contenitori idonei (tipo big bag) presso un deposito temporaneo e successivamente trasportati prima in un impianto per la pesatura e poi in un impianto per la selezione e il successivo riciclo o smaltimento.

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