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Caro pedaggi: i sindaci chiedono di congelare gli aumenti al ministro Salvini

“Provvedimenti per ridurre i costi dei pedaggi autostradali della A24/A25 con totale esenzione a favore dei residenti nelle regioni Lazio e Abruzzo pendolari per motivi di lavoro, studio, salute” e l’immediata creazione di un tavolo istituzionale “per individuare provvedimenti ed iniziative atti a garantire la sicurezza nei tratti autostradali”. Sono alcune delle principali richieste che i sindaci di Abruzzo e Lazio in prima linea da quattro anni contro il caro pedaggi e per la sicurezza autostradale delle tratte dell’autostrada A24 e a25, passata nel corso dell’estate da Strada dei Parchi (gruppo Toto) all’Anas, fanno al ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Matteo Salvini. I sindaci chiedono di congelare gli aumenti e di diminuire i pedaggi: una delle promesse elettorali avanzate da tutte le aree politiche.

“Dal 3 gennaio 2018 i sindaci si trovano impegnati nella battaglia contro il caro pedaggi e per la sicurezza della Strada dei Parchi A24/A25 – si legge nella lettera – Come ogni anno, ovvero da quando la gestione delle autostrade italiane era passata nelle mani di soggetti privati, il primo gennaio 2018 i pedaggi autostradali avevano subito un rincaro che sfiorava il 13%, facendo salire la Strada dei Parchi sul podio delle autostrade più care d’Italia. Si trattava di un salasso oramai insostenibile per le tasche dei cittadini ed incompatibile con il fragile tessuto sociale e produttivo delle zone più interne e periferiche di questa parte dell’Italia centrale già duramente colpita dai tragici eventi sismici”.

Un territorio da sempre in lotta contro lo spopolamento dei centri abitati- proseguono i sindaci di Abruzzo e Lazio i cui territorio sono attraversati dalle autostrade A24 e A25- l’impoverimento dei redditi delle famiglie e l’arretramento della competitività delle imprese. Per questo tanti sindaci ed amministratori di Lazio e Abruzzo, divenuti sempre più numerosi, si sono uniti, promuovendo iniziative, protestando per esprimere tutto il disagio che gli aumenti riversano sulle migliaia di cittadini da essi rappresentati e ai quali vogliono dare voce. Quotidianamente, per lavoro, per mancanza di servizi sanitari, di strutture scolastiche, migliaia di cittadini sono costretti al pendolarismo autostradale non avendo, in molti casi, una valida alternativa su rotaie. Gli interventi degli amministratori hanno voluto manifestare anche tutto il disagio e l’amarezza conseguenti all’abbandono e allo scarso interesse dimostrato dalle istituzioni centrali nei confronti di questa problematica. Da quel lontano 3 gennaio 2018- si legge nella lettera dei sindaci- ne è passato di tempo, la nostra battaglia ha portato di fatto al blocco delle tariffe al 31 dicembre 2017, ma la problematica ancora non è stata risolta definitivamente e la sicurezza delle nostre autostrade non è pienamente garantita”.

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