Audizione in Regione sul caso dei 27 lavoratori a rischio di Villa Luana: possibili soluzioni

Si è tenuta ieri 17 aprile, presso la Sala Etruschi del Consiglio regionale del Lazio, un’audizione dedicata alla situazione dei 27 lavoratori non sanitari della casa di cura Villa Luana di Poli, coinvolti in una procedura di licenziamento collettivo. L’incontro è stato promosso dalla Commissione Sanità, presieduta da Alessia Savo (FdI), a seguito della richiesta avanzata dall’Amministrazione comunale di Poli.

All’audizione hanno partecipato il sindaco di Poli Federico Mariani e l’assessore comunale Nando Cascioli, insieme ai rappresentanti sindacali e ai vertici aziendali della struttura. Obiettivo dell’incontro: individuare soluzioni condivise per evitare i licenziamenti e garantire la continuità dei servizi sanitari offerti.

Il sindaco Mariani, ha evidenziato l’importanza strategica di Villa Luana per il territorio, sia come presidio sanitario che come fonte occupazionale. “In un contesto demografico caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione – ha sottolineato – non si può giustificare una riduzione del personale, soprattutto alla luce degli impegni annunciati in passato dalla proprietà per il potenziamento della struttura. Il nostro obiettivo è la tutela completa dei lavoratori”.

È seguito l’intervento dell’assessore Cascioli, che ha ripercorso la storia della struttura, nata negli anni ’90 per rispondere ai bisogni sanitari del comprensorio tiburtino-prenestino. “Il mancato accreditamento regionale di alcune specializzazioni ha generato un equilibrio precario che dura tuttora. Ora servono soluzioni strutturali e definitive. I lavoratori, terminata la cassa integrazione, speravano in un reintegro, ma oggi affrontano una fase di forte incertezza”. Cascioli ha quindi proposto un piano che preveda l’inserimento del personale sanitario già disponibile, la definizione di un progetto di rilancio con il supporto del Piano Sanitario Regionale, e futuri accreditamenti per servizi oggi carenti sul territorio, così da attrarre utenza anche da Roma e regioni limitrofe. La questione sarà approfondita in Commissione Lavoro, convocata dopo Pasqua.

Durante la seduta sono emerse tre proposte operative:

  1. Proroga della cassa integrazione per ulteriori 12 mesi;

  2. Riconoscimento delle qualifiche sanitarie già presenti in struttura;

  3. Riqualificazione del personale non sanitario (manutenzione, reception, cucina, ecc.) tramite percorsi formativi mirati.

Francesco Costanzo, in rappresentanza della Direzione regionale Lavoro e Formazione, ha confermato che tali proposte saranno approfondite nel prossimo incontro della Commissione, al quale parteciperanno anche le organizzazioni sindacali, la ASL e la proprietà della struttura.

La posizione dell’azienda è stata illustrata da Emilio Innocenzi, presidente della Gestione Sanitaria Italiana, che ha motivato l’avvio della procedura di licenziamento. Le spiegazioni non hanno convinto i sindacati – rappresentati da Roberto Scali (Fp Cgil), Yuri Storti (Cisl Fp), Giovanni Valentini (Uil), Armando Mariani (UGL Salute) e Andrea Bonanni (Fials) – che hanno contestato duramente la decisione e chiesto l’intervento delle istituzioni. I rappresentanti sindacali hanno inoltre denunciato l’assunzione, nei mesi scorsi, di nuovo personale in ruoli analoghi a quelli attualmente dichiarati in esubero.

Anche il vicepresidente della Commissione, Rodolfo Lena (PD), insieme ai consiglieri Luciano Crea (Lista Rocca) e Laura Cartaginese (Lega), ha espresso sostegno alla causa dei lavoratori, dichiarando disponibilità a promuovere azioni istituzionali a tutela dell’occupazione.

Con oltre 140 dipendenti, Villa Luana è una struttura sanitaria di riferimento per l’area est della provincia di Roma. Offre servizi complessi, tra cui RSA, riabilitazione neuromotoria, emodialisi, diagnostica specialistica e fisioterapia.

“La seduta di oggi – ha concluso la presidente Savo – è stata un primo, importante momento di confronto istituzionale. Il caso di Villa Luana pone interrogativi significativi sulla tenuta del sistema sanitario locale, sulla programmazione dei servizi e sulla necessità di tutelare adeguatamente i lavoratori coinvolti”.

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