Nelle stazioni ferroviarie minori come Guidonia, Tivoli e Bagni di Tivoli, i servizi igienici restano chiusi da anni. La decisione di RFI, giustificata da atti vandalici e costi di gestione, penalizza quotidianamente pendolari, turisti e residenti. In mancanza di alternative, i viaggiatori sono spesso costretti a salire su treni con bagni non funzionanti. Un disagio che pesa sul decoro urbano e sull’immagine turistica del territorio.

Ormai è un classico, in gran parte delle stazioni ferroviarie minori i servizi igienici sono chiusi e di riaprirli Rete Ferroviaria Italiana non ne ha la minima intenzione. La strategia, avviata dall’azienda ferroviaria da alcuni anni, vede la progressiva chiusura dei bagni in tutte le stazioni che hanno una frequentazione inferiore ai cinquecento viaggiatori al giorno.
Le motivazioni
Le motivazioni addotte fanno riferimento agli atti di vandalismo frequenti ed ai costi di gestione per la pulizia.
Nelle stazioni dove non è attivo un bar, il problema delle urgenze generalmente si risolve a bordo del convoglio sul quale si sale ma capita anche che sui nuovi treni pendolari, eleganti nei colori esterni e negli scompartimenti delle vetture, le due toilette di cui sono dotati, siano chiuse per guasto e …sono dolori!
Guidonia, Tivoli e Bagni di Tivoli, per citare le più grandi della tratta Roma-Tivoli, si trovano nelle stesse condizioni da anni: bagni chiusi.
In alcune stazioni, nelle quali la frequentazione è notevole, i bagni a disposizione dei viaggiatori in attesa si stanno installando ma per accedere è previsto l’inserimento di una moneta da un euro. Anche in questo caso spuntano polemiche ovunque ma visto il vandalismo sempre più pesante e la triste frequentazione dei senza fissa dimora che cercano un tetto per passare la notte, probabilmente la soluzione offre maggiori garanzie di fruibilità e conservazione in buono stato.
Stazione Tivoli
Per la stazione di Tivoli la penalizzazione comunque è rilevante, alla frequentazione di lavoratori e studenti pendolari si aggiungono i turisti che, sempre in maggior numero usano il treno e si confrontano con un disagio accentuato dal fatto che non esiste un servizio ristoro in stazione.
Durante l’amministrazione precedente un passaggio con la dirigenza RFI era stato fatto dal Sindaco Proietti, anche in relazione alla disponibilità di una sala ove allestire un ufficio per le informazioni turistiche. La risposta dell’azienda di trasporto ferroviario fu praticamente irricevibile: il Comune avrebbe dovuto garantire la pulizia quotidiana di tutto l’ambito della stazione.
Morale della favola, non si vede all’orizzonte una prospettiva di riattivazione dei servizi e per una città turistica, che ospita due siti Unesco e riceve circa un milione di visitatori all’anno, la brutta figura è garantita!
Gianni Innocenti

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