Tivoli, l’ANPI contro la via a Ramelli: “No alla riscrittura della Storia”
Il Comitato provinciale dell’ANPI di Roma, attraverso una nota condivisa anche dalla sezione di Tivoli, ha espresso una ferma opposizione alla recente delibera del consiglio comunale che prevede l’intitolazione di una via a Sergio Ramelli, giovane militante ucciso negli anni ’70. Secondo l’ANPI, la scelta dell’amministrazione comunale – sostenuta anche da una componente che si […]
Il Comitato provinciale dell’ANPI di Roma, attraverso una nota condivisa anche dalla sezione di Tivoli, ha espresso una ferma opposizione alla recente delibera del consiglio comunale che prevede l’intitolazione di una via a Sergio Ramelli, giovane militante ucciso negli anni ’70.
Secondo l’ANPI, la scelta dell’amministrazione comunale – sostenuta anche da una componente che si definisce “socialista” – si inserisce in un più ampio tentativo di revisione storica che, da anni, cerca di rilegittimare l’esperienza fascista e screditare la Resistenza e i suoi valori. Un processo che, secondo l’associazione partigiana, avrebbe preso avvio già quando una parte del centrosinistra iniziò a riconoscere le cosiddette “ragioni” dei repubblichini di Salò, contribuendo a un pericoloso sdoganamento dell’eredità neofascista.
L’ANPI ribadisce che i “ragazzi di Salò” combatterono dalla parte sbagliata della storia, a fianco dell’occupante nazista, partecipando attivamente alla repressione dei partigiani e alla guerra civile voluta dal regime per mantenere il potere a ogni costo. Definisce quella esperienza come antipatriottica e complice della distruzione del Paese.
Particolarmente criticata è anche la recente targa commemorativa dedicata a Giacomo Matteotti, che – secondo l’associazione – omette volutamente di citare la responsabilità diretta del fascismo e di Benito Mussolini nel suo assassinio. Per l’ANPI, si tratta di un altro esempio di come si stia cercando di edulcorare il passato, togliendo peso e nome ai crimini del regime.
