Tivoli, Colle Cesarano | Personale in stato di agitazione per tempi e organici: la vertenza nella struttura psichiatrica
Colle Cesarano Tivoli (Sito Ufficiale) - NotiziaLocale
Alla Struttura Residenziale Psichiatrica e RSA di Colle Cesarano, in via Maremmana inferiore a Villa Adriana, il personale è ufficialmente in stato di agitazione. La decisione è stata comunicata dai segretari territoriali delle federazioni del pubblico impiego di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che hanno inviato una nota formale al Prefetto di Roma e ai vertici della clinica. La vertenza ruota attorno a una serie di questioni irrisolte che riguardano le condizioni di lavoro e il riconoscimento economico del personale, con particolare riferimento al tempo di vestizione, al premio di produttività e alla dotazione organica.
Secondo quanto riferito dai sindacati, lo stato di agitazione nasce a seguito dell’incontro sindacale del 13 novembre tenutosi all’interno della struttura di Colle Cesarano. In quella sede, spiegano i rappresentanti dei lavoratori, la Direzione generale avrebbe confermato l’impossibilità di riconoscere alcuni istituti economici previsti dagli accordi di riferimento, senza però fornire soluzioni alternative. Un esito giudicato deludente dalle sigle sindacali, che parlano di criticità “ormai croniche” e di una situazione che, senza un intervento deciso, rischia di compromettere ulteriormente il clima interno e la qualità del servizio offerto agli utenti.
Le ragioni dello stato di agitazione: tra diritti, carichi di lavoro e riconoscimenti mancati
Nella loro nota, i segretari territoriali Roberto Scali (Fp Cgil), Yuri Storti (Cisl Fp), Dante Armati e Giovanni Valentini (Uil Fpl) dichiarano di esprimere «forte rammarico» per l’esito dell’incontro del 13 novembre. Al centro del confronto, ricordano, vi erano da un lato il Tempo di Vestizione, cioè il periodo necessario al personale per indossare divise e dispositivi di protezione prima di iniziare il turno, e dall’altro il Premio di Produttività, strumento economico che dovrebbe premiare il contributo del personale al raggiungimento degli obiettivi della struttura.
Secondo i sindacati, la Direzione generale avrebbe ribadito «l’impossibilità a garantire il riconoscimento del Tempo di Vestizione e del Premio di Produttività come previsto dall’Accordo Ponte di riferimento», posizione giudicata inaccettabile dalle organizzazioni dei lavoratori. A questa situazione si aggiungono «alcune criticità pregresse, già segnalate più volte in passato», riguardanti la dotazione organica – cioè il numero di operatori effettivamente in servizio rispetto al fabbisogno – e la gestione dell’orario di lavoro. Per il personale significa turni spesso gravosi, difficoltà nella conciliazione vita-lavoro e la percezione di un mancato riconoscimento del proprio impegno quotidiano in un contesto delicato come quello della salute mentale.
I sindacati parlano di questioni non più rinviabili, ricordando che la struttura accoglie pazienti psichiatrici e anziani non autosufficienti, che richiedono assistenza continua e qualificata. In un contesto del genere, spiegano, una dotazione organica adeguata e una corretta organizzazione dei turni non sono solo diritti contrattuali, ma condizioni essenziali per garantire sicurezza, qualità delle cure e dignità del lavoro.
Dalla proclamazione dello stato di agitazione al possibile coinvolgimento della Prefettura
Ritenendo «assolutamente insufficienti e prive di reale fondamento» le motivazioni addotte dalla Direzione, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno deciso di dichiarare formalmente lo stato di agitazione del personale di Colle Cesarano. La scelta è accompagnata dalla comunicazione inviata alla Prefettura di Roma, passaggio che apre la strada all’eventuale attivazione delle procedure di raffreddamento del conflitto previste in questi casi. L’obiettivo dichiarato è riportare al centro dell’attenzione istituzionale quanto emerso nell’incontro e sollecitare un intervento che consenta di riaprire il dialogo su basi diverse.
Lo stato di agitazione non implica automaticamente scioperi o interruzioni del servizio, ma rappresenta un segnale forte: il personale rende pubblico il proprio disagio e si riserva di intraprendere ulteriori iniziative, nel rispetto delle regole, se non dovessero arrivare risposte concrete. In realtà complesse come le strutture psichiatriche e le RSA, ogni iniziativa di protesta deve tenere conto delle esigenze degli utenti, ma al tempo stesso, ricordano i sindacati, la qualità dell’assistenza è strettamente legata alle condizioni di chi vi lavora ogni giorno.
Nel frattempo, la vertenza di Colle Cesarano si inserisce in un quadro più ampio di tensioni che coinvolgono il lavoro sanitario e socio-sanitario, spesso segnato da alta responsabilità, salari fermi e organici sotto pressione. Le organizzazioni sindacali chiedono che la gestione del personale non sia considerata una variabile su cui risparmiare, ma un investimento necessario per garantire continuità assistenziale e stabilità alla struttura.
Per i lavoratori, la speranza è che l’apertura del confronto con la Prefettura e con la Direzione porti a un ripensamento delle posizioni espresse finora, con il riconoscimento del tempo di vestizione, una revisione del premio di produttività e un esame serio della dotazione organica e degli orari. Per utenti e famiglie, la vicenda è un promemoria del fatto che dietro ogni servizio ci sono persone in carne e ossa, con diritti e bisogni, la cui tutela contribuisce in modo diretto alla qualità dell’assistenza erogata a chi è più fragile.
