I Terconauti a Tivoli | Al Giuseppetti uno spettacolo per parlare di autismo e inclusione: spettacolo gratuito a teatro
Teatro Giuseppetti Tivoli (Sito ufficiale) - NotiziaLocale
Nell’ambito del progetto “Traccia un segno che resta”, nato dalla co-progettazione del Distretto RM5.3 con il Comune di Tivoli come capofila, è in programma un appuntamento pubblico dedicato al tema dell’inclusione delle persone nello spettro autistico. Si svolgerà l’1 dicembre alle ore 18.30 e l’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Distretto ASL di Tivoli e la Cooperativa Sociale Il Pungiglione, è finanziata dal Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità, destinato a promuovere benessere e qualità della vita. In questo contesto si inserisce l’incontro dal titolo “I Terconauti: una storia di autismo normale”, pensato come un momento di confronto aperto alla cittadinanza.
Il progetto “Traccia un segno che resta” punta a costruire percorsi concreti di sostegno, visibilità e partecipazione per le persone nello spettro autistico e per le loro famiglie. Non solo servizi o interventi specialistici, ma anche occasioni pubbliche in cui la comunità possa ascoltare storie, fare domande, riconoscersi in esperienze condivise. L’arrivo dei Terconauti a Tivoli va proprio in questa direzione: portare sul territorio una narrazione diversa dell’autismo, centrata sulla quotidianità, sulle relazioni, sulle possibilità.
Chi sono i Terconauti e perché la loro storia parla a tutti
I Terconauti sono un gruppo artistico formato da Damiano e Margherita Tercon insieme a Philipp Carboni. Il loro lavoro attraversa più linguaggi: digitale, televisivo, teatrale ed editoriale. Non si limitano a raccontare l’autismo in astratto, ma lo intrecciano con la vita di ogni giorno, con le relazioni familiari, con il lavoro, con la creatività e con i piccoli gesti che costruiscono l’ordinarietà.
Damiano è una persona autistica e questo elemento è al centro del loro percorso, ma non come etichetta o categoria rigida. I Terconauti mostrano come quella che spesso viene percepita solo come una “diagnosi” possa diventare uno spazio di possibilità. Il “limite”, se così viene percepito, si trasforma in occasione di crescita, di consapevolezza e di apertura agli altri. Nelle loro esperienze, l’autismo non è solo il tema di cui si parla, ma una lente diversa attraverso cui guardare il mondo, le relazioni e il modo in cui la società organizza tempi, spazi e aspettative.
La loro narrazione utilizza strumenti diversi: video e contenuti social, spettacoli dal vivo, incontri con il pubblico, libri e progetti educativi. In tutti questi contesti emerge un messaggio chiaro: l’autismo è parte della diversità umana e può essere raccontato in modo normale e sincero, senza pietismo né eroismi forzati. Le loro storie parlano delle difficoltà reali, ma anche delle risorse, dei talenti, degli affetti e delle strategie che ogni persona e ogni famiglia trova per orientarsi nella quotidianità.
Per una città come Tivoli, che attraverso “Traccia un segno che resta” sta provando a ripensare servizi e opportunità in chiave inclusiva, l’incontro con i Terconauti rappresenta un’occasione preziosa per avvicinare pubblico generalista, operatori, scuole e associazioni a una visione più ampia e concreta dell’autismo. Non una questione solo sanitaria o assistenziale, ma una realtà che riguarda diritti, partecipazione e cittadinanza attiva.
Un incontro pubblico su autismo, inclusione e partecipazione
L’appuntamento con i Terconauti è pensato come un evento gratuito, aperto a tutta la cittadinanza, con posti disponibili fino a esaurimento. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire un percorso di ascolto e confronto che metta al centro le dimensioni dell’inclusione e della piena partecipazione alla vita sociale delle persone nello spettro autistico. Non un convegno tecnico riservato agli addetti ai lavori, ma un momento in cui chiunque – genitori, studenti, educatori, insegnanti, vicini di casa, curiosi – possa partecipare e sentirsi coinvolto.
Attraverso il racconto di attività, percorsi ed esperienze concrete, i Terconauti inviteranno il pubblico a riflettere su cosa significhi davvero includere. Inclusione non come formula formale o come slogan, ma come pratica quotidiana che riguarda il modo in cui si progettano gli spazi, si organizzano i tempi, si costruiscono relazioni e si riconoscono i bisogni e i desideri delle persone. L’idea è quella di passare da una visione in cui l’autismo è “qualcosa da gestire” a una prospettiva in cui ogni persona è portatrice di valore e ha diritto a partecipare in modo pieno alla vita della comunità.
Il coinvolgimento del Comune di Tivoli, della ASL e della Cooperativa Il Pungiglione sottolinea la volontà di lavorare in rete, valorizzando la collaborazione tra istituzioni, servizi e terzo settore. Il Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità diventa così non solo una fonte di risorse economiche, ma uno strumento per sperimentare modelli nuovi di intervento, in cui percorsi individuali e azioni culturali si sostengono a vicenda.
Per le famiglie che vivono l’autismo da vicino, l’incontro può rappresentare un momento di riconoscimento e condivisione, in cui vedere rispecchiati pezzi della propria storia e trovare spunti per affrontare le sfide quotidiane. Per chi non ha esperienza diretta del tema, è un’occasione per superare pregiudizi, conoscere da vicino una realtà spesso raccontata solo in chiave emergenziale o stereotipata e scoprire come una “storia di autismo normale” possa riguardare, in modi diversi, l’intera comunità.
“I Terconauti: una storia di autismo normale” si inserisce così in un percorso più ampio, in cui Tivoli prova a tracciare davvero “un segno che resta”: un segno di consapevolezza, di attenzione e di apertura, capace di accompagnare nel tempo le persone nello spettro autistico e le loro famiglie, ma anche di cambiare lo sguardo della città su cosa significa essere, insieme, una comunità inclusiva.
