Roma, soldi freschi in arrivo | Meno IMU da versare e quota fissa garantita: la mossa bipartisan che cambia tutto per la Capitale

Roma, soldi freschi in arrivo | Meno IMU da versare e quota fissa garantita: la mossa bipartisan che cambia tutto per la Capitale

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Dal Parlamento arriva il via libera politico a un cambio storico: Roma tratterrà più fondi e verserà meno nel Fondo di solidarietà, ottenendo risorse certe e aggiuntive ogni anno.

Da anni si parla della necessità di garantire a Roma Capitale risorse adeguate al suo ruolo nazionale, ma questa volta qualcosa si muove davvero. Tra emendamenti alla manovra e un insolito accordo trasversale tra partiti che raramente si trovano d’accordo su qualcosa, la prospettiva è chiara: il Governo si prepara a cambiare le regole di finanziamento riconoscendo alla città una quota stabile e un alleggerimento del peso economico sui suoi bilanci. Un intervento concreto, immediato, che anticipa e prepara il terreno alla più ampia riforma dei poteri della Capitale.

L’idea parte da un bisogno noto a tutti: Roma affronta costi strutturali, funzioni nazionali e criticità urbane impossibili da paragonare a quelle degli altri Comuni italiani. Da qui la proposta, sostenuta da Fratelli d’Italia e Partito Democratico e condivisa anche dall’ANCI, di ripensare la sua partecipazione al fondo di solidarietà comunale. Il risultato potrebbe incidere fin da subito sul bilancio cittadino, liberando risorse importanti e garantendo stabilità finanziaria al Campidoglio.

Come cambia il fondo: Roma versa meno IMU e riceve una quota certa

Al centro della manovra c’è un meccanismo semplice ma rivoluzionario: Roma potrà trattenere una parte maggiore dell’IMU che oggi è costretta a versare nel fondo di solidarietà. Questa imposta, in larga parte ricavata dalle seconde case, contribuisce al sostegno dei Comuni con minore capacità fiscale. Con l’emendamento bipartisan, la Capitale ridurrà il proprio contributo e vedrà riconosciuto un diritto che, per dimensione e funzioni, molti considerano inevitabile.

La vera novità, però, è un’altra. Il Governo sta lavorando a una quota fissa garantita solo per Roma, svincolata dai calcoli tradizionali su fabbisogno e capacità fiscale. Significa che, a differenza di ogni altro Comune italiano, il Campidoglio riceverà una cifra stabile ogni anno, proporzionata alla rilevanza amministrativa e istituzionale della città. Un cambio epocale che, combinato al risparmio IMU, potrebbe portare a un incremento significativo delle risorse disponibili.

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Politica unita e tavolo condiviso: la riforma dei poteri riparte da qui

La convergenza tra partiti non è un dettaglio secondario. Fratelli d’Italia e Partito Democratico, spesso agli antipodi, in questo caso si muovono nella stessa direzione. Anche l’ANCI osserva la proposta con interesse e ne sostiene gli obiettivi, consapevole che Roma rappresenta un unicum nel panorama urbano italiano.

A conferma del clima favorevole, Azione ha organizzato un incontro pubblico il 28 novembre per discutere della riforma dei poteri di Roma Capitale. Attorno allo stesso tavolo siederanno Morassut (PD), Rampelli (FdI), Boschi (Italia Viva), Barelli (Forza Italia), Magi (+Europa) e Grippo (Azione), insieme alla vicepresiden