Roma, svolta contro l’emergenza povertà: in arrivo 220 nuovi posti per chi non ha casa | Già entro dicembre

Roma, svolta contro l’emergenza povertà: in arrivo 220 nuovi posti per chi non ha casa | Già entro dicembre

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Con i fondi del Pnrr la Capitale avvia un nuovo modello di accoglienza: meno emergenza, più autonomia e percorsi personalizzati per le persone fragili.

A Roma sta per concretizzarsi uno dei più grandi interventi sociali degli ultimi anni. Entro la fine di dicembre, infatti, apriranno 220 nuovi posti di accoglienza e assistenza dedicati a senza dimora, migranti, donne vittime di violenza, padri separati, persone con dipendenze o fragilità importanti. Un ampliamento significativo della rete sociale cittadina, finanziato da 16 milioni di euro del Pnrr e inserito in un programma che punta a cambiare radicalmente l’approccio con cui la città affronta l’emarginazione.

L’annuncio è arrivato durante l’inaugurazione della nuova stazione di posta e dell’housing first di via del Casaletto 400, venti posti letto in un edificio completamente rinnovato nel XII municipio, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessora alle Politiche sociali e alla salute Barbara Funari. Un intervento che non è solo un’apertura, ma l’emblema di un metodo nuovo.

Il Casaletto è uno degli 18 immobili coinvolti nei progetti Pnrr che saranno operativi entro fine 2025. E proprio da qui il sindaco ha voluto rimarcare la trasformazione che la città sta mettendo in campo: “Non inauguriamo solo spazi ristrutturati — ha detto Gualtieri — ma un modello di presa in carico che supera l’emergenza. Le persone non trovano soltanto un letto, ma la possibilità di costruire un percorso di autonomia e dignità”.

La logica, insomma, non è più quella dei grandi centri temporanei che accolgono, ma spesso non riescono a seguire davvero i singoli. Qui si entra in un ambiente più piccolo, più familiare, più rispettoso della privacy e soprattutto pensato per accompagnare le persone in un reinserimento reale.

“Entro dicembre 220 nuovi posti”: cosa cambia davvero per Roma

L’assessora Barbara Funari ha confermato che entro la fine dell’anno saranno disponibili 220 nuovi posti dedicati ai più fragili. Un potenziamento significativo che permetterà di includere in percorsi personalizzati chi oggi vive per strada o in condizioni di grave marginalità.

Funari ha sottolineato come il nuovo modello di accoglienza introduca un approccio “tipo casa”, con più autonomia e più attenzione ai nuclei familiari fragili, comprese le mamme con bambini. “Spazi più sereni migliorano la qualità della vita — ha spiegato — e permettono di avviare percorsi di inclusione lavorativa e sociale più solidi”.

L’obiettivo finale è un’accoglienza diffusa, di prossimità, capace di intercettare i bisogni nei quartieri e di evitare concentrazioni che spesso hanno generato tensioni e disfunzioni. Un cambio di passo che punta a rafforzare l’intera rete cittadina di sostegno.

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Una capitale che prova a ricucire le sue fragilità

Il progetto del Casaletto — come quelli che apriranno nelle prossime settimane — non rappresenta solo un investimento sociale, ma un tentativo di ridare struttura, dignità e concretezza a un tema spesso lasciato in balia dell’emergenza. Per migliaia di persone, a Roma, l’accesso a un letto sicuro e a un percorso di reinserimento non è un dettaglio: è il primo passo per tornare a immaginare un futuro.

Ora, con l’arrivo dei nuovi posti finanziati dal Pnrr, la città prepara una rete più ampia e più capace di restituire autonomia a chi l’ha persa. Il risultato finale, promette il Campidoglio, sarà una Roma più inclusiva e più attenta, dove il disagio non viene soltanto contenuto, ma finalmente affrontato.