Questa tendenza vede i centri piccoli ed esclusivi dominare la classifica, spesso privilegiati da singoli cittadini particolarmente abbienti. Questo fenomeno riflette una popolazione sempre più polarizzata, una dinamica che si è acutizzata durante il periodo del Covid, quando i redditi dei più ricchi sono aumentati, mentre la classe media e popolare ha subito una riduzione. Portofino incarna questo vertice: pochi abitanti, di cui una fetta estremamente ricca. Le oscillazioni in classifica di questi piccoli borghi sono fortemente influenzate da un numero limitato di “nababbi”: un cambio di residenza può far salire o scendere significativamente il comune nella graduatoria. Basti pensare che Portofino ha registrato un incremento del 131% rispetto all’anno precedente, superando di gran lunga gli altri comuni. Analogamente, Briaglia (Cuneo), con 313 abitanti, ha raddoppiato il proprio reddito (+93%), scalando 12 posizioni.
I borghi d’oro: la classifica dei comuni italiani con il reddito più alto.
La predominanza di piccoli centri esclusivi è evidente nella classifica dei borghi con il reddito urbano più elevato. Questi luoghi, spesso meta di un turismo d’élite o scelti come residenza da individui con patrimoni ingenti, presentano una media pro capite significativamente superiore rispetto a contesti urbani più ampi e diversificati.
Ecco la classifica dei primi venti borghi e comuni italiani con il reddito pro capite più alto:
È interessante notare come solo al decimo posto appaia una grande città come Milano, a testimonianza di come i primi nove posti siano appannaggio di piccole realtà, prevalentemente concentrate in Lombardia e Piemonte, seguite da Toscana ed Emilia-Romagna.
Le grandi città e le disparità regionali: un’analisi per comprendere i divari.
Per avere una panoramica più attendibile della condizione media del paese, è utile esaminare la classifica delle città maggiori, quelle con oltre 120 mila abitanti, dove i dati statistici sono più significativi. Anche qui, Milano si conferma il centro urbano con l’imponibile più alto, superando i 35 mila euro di media. Tuttavia, è importante considerare che il capoluogo lombardo funge spesso da nucleo per un’area urbana molto più vasta, sebbene formalmente divisa in numerosi comuni.
Dietro Milano, si posizionano Padova, con 27.935 euro di dichiarazioni IRPEF medie, e Parma, con 27.759 euro, nettamente distaccate dalla metropoli meneghina. Anche Bologna, Modena e Roma si collocano nella fascia alta, con un imponibile medio superiore ai 27 mila euro. La classifica delle città con più di 120 mila abitanti offre una visione più equilibrata della ricchezza distribuita sul territorio:
La fotografia del territorio nazionale rimane invariata: un Nord generalmente più ricco, con aree di elevata prosperità attorno ai poli industriali, al terziario avanzato e alle città turistiche, o nelle regioni a statuto speciale. Al contrario, dal confine dell’allora Regno delle Due Sicilie in giù, inclusa la Sardegna, si osserva una ricchezza più limitata e concentrata in pochi centri, spesso anch’essi mete di turismo esclusivo. La Calabria, purtroppo, continua a presentare il reddito medio più basso, attestandosi a 17.160 euro.
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