Trappola di neve | Quattro giovani in Ciociaria a rischio: Il salvataggio.
Quattro 19enni bloccati dalla neve sui monti della Ciociaria la sera di Capodanno. Salvati in extremis dal soccorso alpino e dall’elicottero militare.
Un Capodanno che rischiava di trasformarsi in tragedia quello vissuto da quattro diciannovenni romani sui monti della Ciociaria. La sera del 31 dicembre 2025, i giovani escursionisti si sono trovati in una situazione di estremo pericolo mentre esploravano le alture del Monte La Brecciosa, situato in provincia di Frosinone, nei pressi del Valico delle Scalelle, nel territorio comunale di Pescosolido.
Quella che doveva essere una semplice avventura di fine anno si è rapidamente trasformata in un incubo. Un brusco e inaspettato calo delle temperature ha scatenato una nevicata improvvisa, rendendo il sentiero scivoloso e pericolosamente ghiacciato. Impossibilitati a proseguire o a ridiscendere in sicurezza a causa delle condizioni proibitive, i ragazzi hanno compreso la gravità della situazione e hanno immediatamente richiesto l’intervento del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico (Cnsas) del Lazio. Le prime ore della notte hanno visto l’inizio di una complessa operazione di soccorso, che ha coinvolto, fin dalle prime battute, non solo il Cnsas ma anche il supporto cruciale dell’Aeronautica militare e dei vigili del fuoco, mobilitati per garantire il salvataggio dei giovani bloccati ad alta quota.
L’intervento di soccorso alpino e speleologico

Soccorso alpino e speleologico: l’intervento di salvataggio in ambienti impervi.
Appena ricevuta la segnalazione di pericolo, la centrale operativa del Cnsas ha prontamente attivato una squadra di terra specializzata. I soccorritori, esperti in ambienti montani e condizioni estreme, si sono messi in marcia verso il Monte La Brecciosa con l’obiettivo di raggiungere i quattro escursionisti prima che la notte avanzasse ulteriormente e che il freddo potesse causare danni irreparabili.
Dopo ore di marcia su un terreno difficile, reso ancora più insidioso dal ghiaccio e dalla neve fresca, la squadra ha finalmente localizzato i ragazzi dopo il tramonto. Li hanno trovati in un forte stato di infreddolimento, provati dalla fatica e dalla preoccupazione. La situazione sul campo era critica: le basse temperature e la presenza diffusa di ghiaccio sul sentiero rendevano quasi impossibile una discesa sicura a piedi. Valutando le condizioni degli escursionisti e l’impraticabilità dell’ambiente, è emersa l’impellente necessità di un recupero in tempi rapidissimi per evitare complicazioni legate all’ipotermia. Per questo motivo, il Cnsas ha immediatamente richiesto il supporto aereo al Rescue Coordination Center del Comando operazioni aerospaziali, una mossa cruciale per garantire la sicurezza e la rapidità dell’operazione di salvataggio.
Il salvataggio in elicottero e il lieto fine
Salvataggio in elicottero con lieto fine: la gioia dopo la paura.
In risposta alla richiesta di supporto urgente, un elicottero dell’Aeronautica militare è decollato in pochi minuti dalla base di Pratica di Mare. Il velivolo, equipaggiato per missioni di ricerca e soccorso in condizioni difficili, si è diretto senza indugi verso il Monte La Brecciosa, dove i quattro giovani attendevano con ansia il loro salvatore alato. La manovra di recupero, complessa a causa dell’oscurità e del terreno impervio, è stata eseguita con maestria dall’equipaggio, che ha estratto i diciannovenni uno alla volta, mettendoli al sicuro a bordo.
Una volta recuperati, i ragazzi romani sono stati immediatamente trasportati all’ospedale di Sora. Qui sono stati sottoposti a tutti gli accertamenti medici necessari e hanno ricevuto le cure adeguate per contrastare gli effetti dell’ipotermia e della stanchezza. Fortunatamente, le loro condizioni non destavano particolare preoccupazione. Dopo aver completato il primo viaggio e assicurato i giovani, l’elicottero è tornato al Valico delle Scalelle per recuperare la squadra di terra del soccorso alpino, che aveva svolto un lavoro eccezionale nel raggiungere e stabilizzare i ragazzi. Questo intervento combinato di soccorso alpino, Aeronautica militare e vigili del fuoco ha dimostrato ancora una volta l’efficienza e la professionalità delle forze di soccorso italiane, trasformando un potenziale dramma di Capodanno in una storia a lieto fine, testimonianza dell’importanza di una risposta rapida e coordinata in situazioni di emergenza in montagna.
