Congedo mestruale a scuola: la novità che cambia tutto | Puoi assentarti senza problemi
Potenza sperimenta il congedo mestruale per studentesse: fino a due giorni di assenza giustificata al mese. Un passo avanti verso l’inclusione e il benessere a scuola.
Già da tempo oggetto di discussione nel mondo del lavoro, il ciclo mestruale entra ora ufficialmente nello spazio pubblico scolastico, liberandosi dal silenzio e dall’imbarazzo che spesso lo circondano. Dopo il precedente al liceo musicale Walter Gropius, altri due istituti superiori di Potenza, il liceo classico Quinto Orazio Flacco e l’istituto Da Vinci-Nitti, hanno introdotto, in via sperimentale, il congedo didattico mestruale. Questa iniziativa rappresenta una svolta significativa nel panorama educativo italiano, riconoscendo le esigenze personali delle studentesse legate a gravi motivi di salute. Si tratta di assenze coperte e giustificate, che non avranno alcuna conseguenza sul percorso scolastico annuale. La Basilicata si posiziona così tra le realtà più attente ai temi dell’inclusione e del benessere nelle scuole, integrando il ciclo mestruale in un quadro regolamentato e condiviso.
L’introduzione di questa misura non è il risultato di una decisione imposta dall’alto, ma nasce da un percorso di partecipazione attiva degli studenti. La Consulta provinciale degli studenti di Potenza ha promosso l’iniziativa, avanzando una proposta formale lo scorso febbraio e avviando un confronto strutturato con dirigenti scolastici e organi collegiali. Il lavoro congiunto ha trasformato la proposta in un accordo operativo condiviso, dimostrando come la rappresentanza studentesca possa incidere concretamente sulle politiche scolastiche, rafforzando il valore sociale dell’iniziativa.
Come funziona il congedo didattico mestruale a Potenza

Il congedo didattico mestruale a Potenza: scopri come funziona.
La misura del congedo didattico mestruale prevede la possibilità per le studentesse di usufruire fino a due giorni di assenza giustificata al mese, specificamente in presenza di dolori o disturbi mestruali particolarmente intensi. Per accedere a questo beneficio, è richiesta una certificazione medica, da presentare all’inizio dell’anno scolastico o comunque entro i termini stabiliti dagli istituti. Questa prassi garantisce un utilizzo corretto, consapevole e uniforme di questa nuova e importante agevolazione, evitando abusi e assicurando che la tutela sia rivolta a chi ne ha realmente bisogno.
Un aspetto cruciale del congedo è che le giornate di assenza sono regolarmente annotate, ma non concorrono al calcolo del monte ore minimo richiesto per la validità dell’anno scolastico. Questo significa che la tutela della salute non si traduce in penalizzazioni formali o nel rischio di non ammissione all’anno successivo. L’obiettivo primario non è incentivare l’assenza dalle lezioni, bensì fornire una risposta concreta a situazioni di reale difficoltà. I dolori mestruali intensi possono infatti compromettere significativamente la concentrazione, la resa scolastica e il benessere psicofisico generale, mettendo spesso le ragazze di fronte a una scelta difficile: frequentare la scuola in condizioni di malessere o assentarsi con potenziali ripercussioni sul percorso di studi.
Un modello per il futuro: verso linee guida nazionali
Progettare il futuro: un modello per le prossime linee guida nazionali.
Il congedo didattico mestruale non è soltanto un traguardo giuridico per le studentesse coinvolte, ma rappresenta una significativa evoluzione culturale. Riconosce il ciclo mestruale come una dimensione fisiologica che, in alcuni casi, richiede una speciale tutela e un’attenzione specifica all’interno del contesto scolastico. Questa iniziativa potentina si configura come una misura di civiltà che guarda al futuro, ponendosi come un modello potenzialmente replicabile e fonte di ispirazione per numerosi altri istituti scolastici, non solo in Basilicata ma in tutta la penisola italiana. È un passo avanti verso una scuola che si prende cura della persona nella sua interezza.
I promotori di questa lodevole iniziativa auspicano l’introduzione di nuove linee guida ministeriali, uniformanti e valide a livello nazionale. L’obiettivo è duplice: garantire la certezza del diritto e assicurare il rispetto del principio di eguaglianza sostanziale, come sancito dall’art. 3 della Costituzione. Questo eviterebbe disparità di trattamento tra studentesse di scuole diverse, promuovendo un approccio omogeneo e inclusivo. La scuola, oggi più che mai, deve essere concepita non solo come luogo di trasmissione del sapere, ma anche come un ambiente capace di tutelare il benessere e la dignità di ogni studente.
