Senzatetto Stelian | Morto a Natale a Roma: La storia che commuove

Stelian, il senza fissa dimora che puliva Piazza del Quadraro, è morto a Roma a Natale. La Comunità di Sant’Egidio lo ricorda. Un desiderio mai esaudito.

Senzatetto Stelian | Morto a Natale a Roma: La storia che commuove
Senzatetto Stelian | Morto a Natale a Roma: La storia che commuoveStelian, il senza fissa dimora che puliva Piazza del Quadraro, è morto a Roma a Natale. La Comunità di Sant’Egidio lo ricorda. Un desiderio mai esaudito.

La fredda notte romana, durante le festività natalizie, ha strappato alla vita Stelian, un uomo di origini romene che da anni viveva per strada nella Capitale. La notizia della sua scomparsa ha toccato profondamente la Comunità di Sant’Egidio Tuscolano, che lo ha ricordato con un commovente post sulla propria pagina Facebook. Stelian era una figura conosciuta e apprezzata da molti abitanti del Quadraro: era “l’uomo che spazzava le foglie” cadute dai platani di piazza del Quadraretto, con una dedizione che trasformava un gesto semplice in un atto di cura per lo spazio pubblico che, per lui, era anche casa. Raccoglieva meticolosamente le foglie in grosse buste di plastica, mantenendo pulita e ordinata la piazza dove dormiva.

I volontari di Sant’Egidio lo descrivono come un giovane affettuoso e simpatico, sempre sorridente nonostante la vita difficile che aveva affrontato. Aiutava gli altri ed era grato per ogni piccolo gesto di vicinanza. Stelian non chiedeva molto per sé, stupendo spesso i volontari con la sua modestia e il suo spirito altruista. Il suo desiderio più grande, quello che confidava con speranza ai volontari, era trovare un lavoro e avere finalmente una casa, un luogo dove potersi sentire al sicuro e ricominciare. Un desiderio purtroppo rimasto inesaudito, ma che oggi risuona come un monito per la società.

Un angelo in strada e i suoi salvatori

Un angelo in strada e i suoi salvatori

L’angelo in strada soccorso dai suoi salvatori.

 

La vita di Stelian per strada era segnata da difficoltà estreme, ma anche da incontri che lo avevano profondamente toccato. Un episodio particolarmente vivido è quello legato all’emergenza freddo. “Un anno, durante l’emergenza freddo andammo a trovarlo e si commosse dicendo voi mi avete salvato la vita, sono appena tornato e hanno buttato il mio sacco con le coperte! Non sapevo come fare, se non venivate voi sarei morto. Vi ha mandato il Signore, voi siete degli angeli!” – ricordano i volontari. Questo episodio svela la vulnerabilità e la gratitudine di Stelian, un uomo che pur privato di tutto, riconosceva il valore inestimabile dell’aiuto ricevuto in momenti disperati. Nonostante le privazioni, mostrava una resilienza incredibile. Quando a Roma nevicò abbondantemente, si rifiutò di accettare coperte extra dai volontari, affermando di averne a sufficienza e di non essersi mai ammalato stando per strada. Un atteggiamento che lasciava a bocca aperta per la sua dignità e la sua capacità di adattamento.

La comunità si adoperò per offrirgli un riparo in più occasioni. Un inverno, Stelian fu ospite in una delle prime esperienze di accoglienza per senza fissa dimora della zona Est di Roma, trovando rifugio per tutta la stagione fredda presso la sede dei giovani del PD, in Via La Spezia 79. Questi momenti di accoglienza non erano solo un tetto sulla testa, ma rappresentavano lampo di speranza nella sua esistenza, dimostrando che l’umanità e la solidarietà possono fare la differenza. Stelian, seppur in condizioni precarie, aveva la capacità di stringere legami, di sorridere e di esprimere affetto, lasciando un’impronta indelebile nel cuore di chi lo ha conosciuto.

Il ricordo di sant’Egidio e un appello per il futuro

Il ricordo di sant'Egidio e un appello per il futuro

Sant’Egidio: tra memoria e appello per un futuro migliore.

 

Negli ultimi tempi, Stelian aveva cambiato zona, spostandosi e ricevendo le visite e il supporto dei volontari di Torpignattara. La sua morte, avvenuta di notte durante i giorni di Natale, ha lasciato un vuoto, ma la Comunità di Sant’Egidio sottolinea un messaggio di speranza: “Non era solo, lo abbiamo cercato e salutato fino all’ultimo. Ma soprattutto c’era Gesu. E mentre Gesù è nato bambino ci immaginiamo Stelian nel Regno dei cieli, tornato bambino e in braccio a Gesu come Maria nel mosaico a Santa Maria in Trastevere”. Questa immagine poetica offre conforto, trasformando il dolore della perdita in un’occasione per riflettere sul significato profondo della solidarietà e dell’accoglienza, specialmente in un periodo che celebra la nascita e la fratellanza.

La storia di Stelian non è solo la cronaca di una vita difficile e di una morte silenziosa; è un potente richiamo. I volontari di Sant’Egidio lo ribadiscono con forza: la sua storia “spinge ancora di più a essere famiglia e a trovare casa e lavoro per i tanti che vivono per strada”. Stelian, con la sua vita e la sua dignità, è diventato un simbolo, un volto tra i tanti che vivono ai margini della società, la cui esistenza ci interpella. La sua memoria è un invito a non dimenticare chi è meno sfortunato, a impegnarsi concretamente per costruire un mondo dove nessuno sia lasciato solo, e dove il diritto a una casa e a un lavoro sia una realtà per tutti. La sua vita, seppur breve e segnata dalla precarietà, continua a ispirare un impegno collettivo per i diritti umani e la dignità.