Un episodio di inaudita violenza ha gettato un’ombra su Roma lo scorso sabato 3 gennaio 2026. Una donna di 32 anni è stata vittima di un tentato stupro in un sottopassaggio, in pieno giorno, ma la sua determinazione e le sue grida disperate hanno evitato il peggio. L’allarme è scattato grazie all’intervento provvidenziale di alcuni passanti, che non hanno esitato a soccorrere la giovane e ad avvisare le autorità. Il presunto aggressore, un ventitreenne, è stato arrestato poco dopo, ma la sua cattura è stata resa possibile da un dettaglio inaspettato, un oggetto lasciato cadere durante la fuga, che ha fornito agli investigatori la traccia decisiva per la sua identificazione. L’accaduto, che evidenzia la persistente vulnerabilità delle donne in contesti urbani, anche apparentemente sicuri, sottolinea l’importanza della reattività delle vittime e della vigilanza collettiva della cittadinanza.
Dettagli agghiaccianti emergono dalla scena dell’accaduto, rivelando l’orrore.
I fatti si sono svolti intorno alle 10:30 del mattino all’interno di uno dei sottopassaggi che conducono alla stazione Tuscolana, un’area solitamente trafficata ma che in quel momento si è trasformata in uno scenario di terrore. La donna, mentre camminava, ha notato l’aggressore che, dopo averla seguita per un breve tratto, l’ha improvvisamente bloccata e stretta contro il muro. L’uomo ha iniziato a palpeggiarla con violenza, ignorando le sue richieste di lasciarla andare. La trentaduenne, nonostante lo shock e la paura, ha trovato la forza di reagire iniziando a urlare e piangere, attirando l’attenzione di chi transitava nelle vicinanze. Le sue grida, infatti, sono state percepite da alcuni passanti, la cui presenza si è rivelata fondamentale per la sua salvezza. Questi testimoni hanno immediatamente allertato gli agenti di polizia del commissariato Tuscolano, che sono intervenuti con tempestività. L’aggressore, colto di sorpresa dall’arrivo di soccorsi, ha tentato di darsi alla fuga a piedi, dileguandosi rapidamente per le vie adiacenti alla stazione.
Il momento dell’arresto decisivo: si conclude così la caccia all’uomo.
Mentre la polizia raggiungeva la giovane all’incrocio con via Veturia e prestava i primi soccorsi, un cittadino coraggioso non si è limitato a osservare. Un uomo, testimone dell’accaduto, ha tentato di inseguire l’aggressore che scappava verso la stazione. Pur non riuscendo a bloccarlo, il passante è riuscito a recuperare un elemento cruciale: lo zaino che il fuggitivo aveva lanciato via nel tentativo di alleggerirsi durante la corsa. All’interno dello zaino, gli agenti del commissariato Tuscolano, in collaborazione con quelli di Esquilino e Appio, hanno trovato alcuni indumenti con il logo del locale dove l’uomo lavorava. Questo dettaglio ha permesso di risalire rapidamente all’identità del ventitreenne. Raggiunto il suo posto di lavoro, l’aggressore è stato rintracciato e, nonostante un disperato tentativo di divincolarsi, è stato arrestato. Successivamente, l’identikit fornito dalla vittima ha confermato la sua colpevolezza e, posto di fronte all’evidenza, il giovane ha confessato i fatti. Ora si trova nel carcere di Rebibbia, accusato di violenza sessuale, con la convalida dell’arresto disposta dalla Procura della Repubblica di Roma.
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