Disastro assegno d’inclusione: scatta il dimezzamento da Gennaio | Ecco quanto prenderai

Brutte notizie per l’Assegno di inclusione. Dal 1 gennaio 2026, l’importo si dimezza per una mensilità a causa di un emendamento. Scopri le implicazioni e quanto riceverai.

Disastro assegno d’inclusione: scatta il dimezzamento da Gennaio | Ecco quanto prenderai
Il futuro dell’assegno d’inclusione: tagli in vista per il 2026Brutte notizie per l’Assegno di inclusione. Dal 1 gennaio 2026, l’importo si dimezza per una mensilità a causa di un emendamento. Scopri le implicazioni e quanto riceverai.

Si preannunciano tempi incerti per i beneficiari dell’Assegno di inclusione. Un emendamento alla legge di Bilancio 2026, presentato direttamente dal governo, minaccia di dimezzare l’importo di una mensilità a partire dal prossimo anno. Questa non è ancora una conferma definitiva, ma le probabilità che tale proposta entri a far parte del testo definitivo della Manovra sono elevate.

Questa potenziale modifica si configura come una vera e propria beffa per le famiglie che dipendono da questo sussidio. Oltre al rischio di una mensilità ridotta, altre cattive notizie attendono i beneficiari. Se da un lato è vero che il testo della Manovra sembra consentire un rinnovo illimitato dell’Assegno di inclusione una volta scaduto, dall’altra viene tolto il bonus da 500 euro, introdotto quest’anno proprio per alleggerire il peso della sospensione tra un ciclo e l’altro. L’incertezza sulla prima mensilità successiva al rinnovo aggiunge un’ulteriore preoccupazione, delineando un quadro poco rassicurante per l’anno a venire.

Assegno di inclusione dimezzato: cosa c’è di vero

Assegno di inclusione dimezzato: cosa c'è di vero

Assegno di inclusione dimezzato: analizziamo cosa c’è di vero sulla questione.

 

Attualmente, la normativa prevede che l’Assegno di inclusione possa essere rinnovato al termine dei 18 mesi di fruizione. Tuttavia, tale rinnovo è preceduto da un mese di sospensione, durante il quale non viene erogato alcun importo. Per ovviare a questa interruzione e sostenere le famiglie in tale periodo, nel 2025 era stato introdotto un bonus fino a 500 euro. Questo bonus di fatto raddoppiava la prima mensilità successiva al rinnovo, garantendo un contributo aggiuntivo pari al valore della ricarica stessa, fino a un massimo appunto di 500 euro.

Le ultime indiscrezioni indicano che questo bonus non sarà confermato per il 2026. Ma non è tutto: un emendamento governativo, finalizzato a generare un risparmio di circa 100 milioni di euro da destinare ad altre misure, potrebbe portare a un’ulteriore riduzione della prima mensilità successiva al rinnovo. Se tale emendamento dovesse essere approvato, i beneficiari dell’Assegno di inclusione si troverebbero non solo ad affrontare il mese di sospensione, ma anche una prima mensilità post-rinnovo significativamente dimezzata.

Il confronto con la situazione attuale è impietoso. Oggi, una ricarica potenziale può raggiungere i 1.100 euro (600 euro di assegno più il bonus di 500 euro); con le nuove misure, si potrebbe scendere a soli 300 euro. Una differenza negativa di ben 800 euro, che graverebbe pesantemente sul bilancio delle famiglie, soprattutto considerando che i rinnovi dell’Assegno di inclusione tenderanno a diventare sempre più frequenti.

Dal 2026, l’assegno di inclusione spetta solo per 11 mensilità

Dal 2026, l'assegno di inclusione spetta solo per 11 mensilità

Assegno di inclusione: dal 2026 solo undici mensilità.

 

È importante ricordare che, dopo il primo ciclo di fruizione, la cui durata massima è di 18 mesi consecutivi, l’Assegno di inclusione entra in una fase di rinnovi successivi, i quali hanno una durata massima di 12 mesi. Questo dettaglio, apparentemente marginale, ha un impatto significativo sui pagamenti, poiché il mese di sospensione previsto dalla legge si ripeterà puntualmente ogni anno.

Il meccanismo è chiaro: al termine delle 12 mensilità, il diritto all’assegno decade in automatico. La famiglia beneficiaria può presentare una nuova domanda solo a partire dal mese successivo all’ultimo pagamento ricevuto, e l’erogazione del sussidio riprenderà dal mese seguente ancora. Ciò significa che rimane sempre un mese “vuoto”, durante il quale l’assegno non viene corrisposto.

Prendiamo un esempio pratico. Supponiamo che una famiglia concluda un ciclo di 18 mesi a dicembre 2026, con l’ultima mensilità incassata a fine anno. La richiesta di rinnovo potrà essere inoltrata a gennaio 2027, ma il nuovo pagamento partirà soltanto da febbraio. Il mese di gennaio rimarrà scoperto: nessun assegno sarà ricevuto, né tantomeno ci sarà un recupero successivo. Di conseguenza, nell’anno solare 2027, quella famiglia incasserà l’Assegno di inclusione per soli 11 mesi, da febbraio a dicembre.

Questa dinamica si ripeterà annualmente. Ogni ciclo di 12 mesi sarà inesorabilmente seguito da una sospensione obbligatoria di un mese, che non sarà più un evento eccezionale ma una componente strutturale della misura. Con l’eliminazione del bonus compensativo da 500 euro, questo “buco” non verrà più colmato. La perdita di una mensilità sarà definitiva e si ripresenterà a ogni rinnovo, e la situazione potrebbe diventare ancora più critica in caso di effettiva riduzione della prima mensilità, impattando in modo stabile e negativo sul reddito annuale delle famiglie beneficiarie.