Orrore Termini | Ferisce al collo l’ex rivale: Cosa nasconde la rabbia?
Un 23enne arrestato a Roma per tentato omicidio: ha ferito gravemente al collo il nuovo fidanzato dell’ex con una bottiglia rotta vicino a Termini. Un gesto di gelosia dalle conseguenze estreme.
Roma è stata scossa da un grave fatto di cronaca nera che ha avuto come scenario l’area nevralgica della stazione Termini. Nella notte tra sabato 27 e domenica 28 dicembre, un giovane di 23 anni è stato protagonista di un’aggressione brutale, ferendo al collo con un coccio di bottiglia un 27enne. La vittima è il nuovo fidanzato della sua ex, rendendo il movente un intricato intreccio di gelosia e possessività. L’aggressore è stato rapidamente identificato e arrestato, ponendo fine a ore di tensione e preoccupazione.
L’episodio non è solo un caso di cronaca, ma riflette purtroppo la recrudescenza di violenze legate a dinamiche affettive. L’area di Termini, solitamente un crocevia di persone e storie, è diventata teatro di un atto di violenza inaudita, suscitando sconcerto e timore tra i cittadini. Questo evento riaccende i riflettori sulla necessità di affrontare con maggiore serietà le conseguenze emotive che possono portare a gesti così estremi, specialmente quando si rompono legami sentimentali.
La dinamica dell’aggressione e la fuga

Esplorando le risposte primarie: la dinamica dell’aggressione e la fuga.
L’orologio segnava circa le 4 del mattino quando la violenza è esplosa nell’area adiacente al capolinea degli autobus della stazione Termini. Le telecamere di sorveglianza, elementi chiave nell’indagine, hanno ripreso ogni istante: il 23enne si è avvicinato alla vittima, un ragazzo di 27 anni, e ha iniziato una discussione accesa. Le parole sono presto degenerate in un’aggressione fisica, culminata quando l’aggressore ha afferrato una bottiglia di vetro, l’ha rotta e ha colpito con un coccio affilato il 27enne al collo. Una ferita profonda e pericolosa, che ha immediatamente messo a rischio la vita del giovane.
Dopo aver sferrato il colpo, il 23enne si è dato alla fuga a piedi, cercando di far perdere le proprie tracce nella confusione della notte romana. Nel frattempo, la vittima è stata trovata a terra in condizioni disperate. Allertati tempestivamente, i soccorsi medici sono giunti sul posto e hanno trasportato il 27enne con la massima urgenza al Policlinico Umberto I. Qui, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico d’emergenza, riuscendo fortunatamente a superare la fase più critica. Sebbene ora sia fuori pericolo di vita, la prognosi rimane di ben 60 giorni, un segnale evidente della gravità delle lesioni subite e del lungo percorso di recupero fisico e psicologico che lo attende.
Le indagini e l’arresto del 23enne
Le indagini che hanno portato all’arresto del 23enne.
La macchina investigativa si è messa in moto immediatamente. Gli agenti del commissariato Viminale hanno setacciato le registrazioni delle telecamere, acquisendo immagini fondamentali per la ricostruzione dei fatti. Parallelamente, sono state raccolte diverse testimonianze, ma quella della fidanzata del 27enne si è rivelata decisiva. La ragazza, di origine peruviana come gli altri due protagonisti della drammatica vicenda, ha prontamente indicato il suo ex fidanzato di 23 anni come l’autore dell’aggressione. Questa testimonianza ha fornito agli inquirenti il tassello mancante per chiudere il cerchio.
Sulla base delle prove raccolte e della testimonianza chiave, gli investigatori hanno individuato il sospettato. Il 23enne, che risulta impiegato in un supermercato nel vivace quartiere di Trastevere, è stato rintracciato e fermato il giorno successivo all’aggressione. Durante le perquisizioni, gli agenti hanno rinvenuto gli abiti che il giovane indossava la notte dell’aggressione, ancora sporchi di sangue. Questa prova materiale ha rafforzato ulteriormente l’impianto accusatorio. Il ragazzo è stato quindi condotto nel carcere di Rebibbia, dove ora attende di rispondere dell’accusa di tentato omicidio, mentre la comunità riflette sulle radici di una violenza che troppo spesso sfocia in tragedie personali e sociali.
