Stop Sgombero | Cento bambini senza scuola: Il grido silenzioso di Spin Time
Oltre 100 bambini di Spin Time rischiano di non finire l’anno scolastico per un possibile sgombero. La comunità chiede stop per tutelare il loro diritto all’istruzione.
Nel cuore di Roma, nell’occupazione di via Santa Croce in Gerusalemme nota come Spin Time, vivono 107 bambini. Questi minori, parte di quasi 500 persone in emergenza abitativa, frequentano regolarmente le scuole del quartiere, costruendo giorno dopo giorno un percorso educativo e relazionale fondamentale. La minaccia di uno sgombero imminente, paventato a metà anno scolastico, solleva una questione di estrema urgenza e gravità: la lesione del diritto costituzionale all’istruzione di questi bambini. Finora, nell’ampio dibattito sul piano sgomberi e sulle politiche abitative, la loro presenza e le loro esigenze sembrano essere state relegate in secondo piano, quasi invisibili agli occhi delle istituzioni. Eppure, la domanda rimane: dove andrebbero questi bambini in caso di trasferimento forzato? Il rischio concreto è che non riescano a concludere l’anno scolastico, con conseguenze devastanti sul loro futuro e sulla loro stabilità.
L’appello delle famiglie e della comunità educante
L’appello di famiglie e comunità educante, uniti per il futuro.
La voce più forte in difesa dei minori di Spin Time arriva dall’Associazione Genitori della Scuola Di Donato, uno degli istituti frequentati da molti di questi bambini. Con un comunicato diffuso pubblicamente, l’associazione ha espresso “profonda preoccupazione e solidarietà” verso le famiglie residenti. I bambini di Spin Time, sottolineano i genitori, sono parte integrante della comunità scolastica e partecipano attivamente a numerose attività extrascolastiche: sportive, culturali, ma soprattutto di aiuto compiti e ludoteca. Queste attività rappresentano non solo un sostegno cruciale alla loro formazione, ma anche un punto di riferimento educativo e relazionale irrinunciabile, complementare all’ambiente scolastico. Hanno costruito legami affettivi e percorsi educativi radicati nel tempo, diventando parte del tessuto sociale del quartiere.
Un eventuale sgombero, proseguono i genitori, avrebbe “conseguenze gravi e immediate” sul benessere dei bambini. Interromperebbe la continuità scolastica, comprometterebbe la partecipazione alle vitali attività educative e ricreative, e metterebbe a rischio il loro diritto fondamentale alla stabilità e a una crescita serena. La comunità educante ritiene “imprescindibile” che ogni decisione tenga conto dell’interesse superiore dei minori, garantendo loro la possibilità di continuare a frequentare la scuola, le attività extrascolastiche e gli spazi di socialità che rappresentano un presidio quotidiano di inclusione, crescita e protezione. Per questo, l’associazione ha chiesto alle istituzioni competenti di sospendere ogni procedura di sgombero e di attivare soluzioni che assicurino la tutela dei minori e la continuità dei loro percorsi educativi.
Il contesto più ampio e la mobilitazione di solidarietà
La mobilitazione di solidarietà nel suo contesto più ampio.
La vicenda di Spin Time non è un caso isolato e si inserisce in un dibattito più ampio sugli sgomberi in Italia. Dopo gli interventi al Leoncavallo di Milano e ad Askatasuna di Torino, l’attenzione si è spostata su Roma, e Spin Time è emerso come una delle priorità nella lista dei potenziali sgomberi. Tuttavia, ciò che preoccupa maggiormente è l’assenza di un piano alternativo concreto per le quasi 500 persone che abitano nell’occupazione di via Santa Croce in Gerusalemme, esponendole al rischio di finire in mezzo alla strada senza un’adeguata soluzione abitativa.
Intorno a Spin Time si è generato un forte moto di solidarietà che ha coinvolto settanta tra artisti, scrittori, attori, registi e giornalisti. Questi hanno sottoscritto un accorato appello rivolto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al prefetto di Roma Lamberto Giannini. La richiesta è chiara: sospendere qualsiasi procedimento in corso e aprire un confronto costruttivo. L’obiettivo è tutelare non solo i bambini e il loro diritto all’istruzione, ma l’intera esperienza di Spin Time, riconosciuta come un valore sociale e comunitario per il territorio. La speranza è che la pressione della società civile e la consapevolezza della gravità della situazione possano portare a una soluzione che metta al centro i diritti e il benessere dei più vulnerabili, in particolare dei minori.
