Orlandi | La compagna svela il terrore: Cosa nasconde l’ombra del passato?

Dopo 40 anni, l’amica di Emanuela Orlandi rompe il silenzio: incubi persistenti e un dubbio. La Commissione indaga tra nuovi dettagli e vecchi misteri irrisolti.

Orlandi | La compagna svela il terrore: Cosa nasconde l’ombra del passato?
Dopo 40 anni, l’amica di Emanuela Orlandi rompe il silenzio: incubi persistenti e un dubbio. La Commissione indaga tra nuovi dettagli e vecchi misteri irrisolti.

La scomparsa di Emanuela Orlandi, la quindicenne vaticana mai più ritrovata dopo il 22 giugno 1983, continua a tormentare chi l’ha conosciuta. A distanza di oltre quarant’anni, le audizioni presso la Commissione bicamerale d’inchiesta riaprono ferite mai del tutto sanate. Tra le testimonianze più toccanti, quella di Caterina Fanello, sua compagna di banco al Convitto nazionale Vittorio Emanuele II, che ha rivelato di convivere ancora oggi con incubi persistenti. Un dolore che l’accompagna da decenni, espresso con la frase che risuona come un monito: “Ho ancora gli incubi sulla scomparsa di Emanuela, penso che sarebbe potuto accadere a chiunque, anche a noi”.

L’audizione di Fanello, avvenuta l’8 gennaio 2026 insieme a Fabiana Valsecchi, altra compagna di classe, ha messo in luce non solo la sofferenza personale ma anche la difficoltà nel rievocare eventi così traumatici. Molte le risposte “non ricordo” da parte della testimone, che aveva già deposto in passato. La paura di rivivere quei momenti è palpabile, un’ombra che non ha mai abbandonato la sua vita e quella di chi, come lei, viveva a stretto contatto con Emanuela. La sua testimonianza getta una luce intima e profondamente umana su una delle vicende più oscure della storia italiana.

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Caterina Fanello, oltre a condividere gli incubi, ha offerto alla Commissione d’inchiesta una prospettiva cruciale sulla vicenda: la sua profonda convinzione che la sparizione di Emanuela sia stata “estranea all’ambiente della scuola”. Questa affermazione contrasta con alcune teorie che hanno ipotizzato un possibile legame tra la scomparsa e l’ambiente frequentato dalla giovane. “Non mi viene in mente alcuna criticità riconducibile alla classe che frequentavamo né alla scuola di per sé. Non ho idea di cosa possa essere successo”, ha dichiarato Fanello, sottolineando l’assenza di elementi che potessero far presagire un tale dramma all’interno delle mura scolastiche.

Le sue parole delineano il ritratto di un’adolescenza serena, interrotta bruscamente. Emanuela, descritta come “molto carina, simpatica, disponibile”, era una ragazza come tante, con passioni e amicizie. Fanello ha ricordato momenti condivisi, come lo studio insieme, le passeggiate e il pattinaggio, ma ha ammesso di non riuscire a recuperare altri dettagli significativi che potessero fornire indizi utili. Questa “normalità” ante-scomparsa rende ancora più inspiegabile l’accaduto e rafforza l’idea che l’evento fatale sia maturato in un contesto differente da quello quotidiano e conosciuto.

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Mentre la Commissione cerca di fare luce sul passato attraverso le testimonianze, emergono anche nuove complessità che amplificano il quadro investigativo. Nelle scorse settimane, infatti, è stata indagata Laura Casagrande, un’amica di Emanuela oggi cinquantasettenne, che frequentava con lei la scuola di musica Pontificio Istituto di Musica Sacra. L’accusa è di aver fornito false informazioni all’Autorità giudiziaria, un dettaglio che aggiunge un ulteriore strato di mistero alla vicenda.

La testimonianza di Casagrande davanti alla Commissione d’inchiesta è stata caratterizzata da ben diciannove “vuoti di memoria”, rendendo i suoi racconti lacunosi e, in alcuni punti, contraddittori. Un fatto significativo, considerando che Laura Casagrande è tra le ultime persone ad aver visto Emanuela prima della sua drammatica sparizione. Questi “vuoti” sollevano nuovi interrogativi e spostano l’attenzione su possibili zone d’ombra nell’ambiente delle amicizie di Emanuela, suggerendo che non tutte le tessere del puzzle siano state ancora rivelate o che qualcuno possa ancora custodire informazioni cruciali per la risoluzione del caso che da decenni affligge l’Italia.