Ostia, l’orrore | 50 famiglie tra freddo e muffa: L’incredibile verità

Ad Ostia, 50 famiglie in alloggi pubblici vivono tra freddo, muffa e infiltrazioni per incuria. Una situazione invivibile che denuncia il dramma di manutenzioni negate. Scopri i dettagli.

Ostia, l’orrore | 50 famiglie tra freddo e muffa: L’incredibile verità
Ostia, l’emergenza abitativa: Un grido dal geloAd Ostia, 50 famiglie in alloggi pubblici vivono tra freddo, muffa e infiltrazioni per incuria. Una situazione invivibile che denuncia il dramma di manutenzioni negate. Scopri i dettagli.

Cinquanta famiglie residenti in due palazzine di via Antonio Zotti, a Ostia, si trovano ad affrontare un’emergenza abitativa drammatica. Muri anneriti dalla muffa, infiltrazioni d’acqua e riscaldamenti inesistenti a causa di caldaie rotte mai sostituite sono la quotidianità per gli inquilini. Gli immobili, di proprietà dell’Inps ma affittati al Comune dagli anni Settanta, versano in uno stato di abbandono totale, senza aver ricevuto l’adeguata manutenzione per decenni. Una situazione che costringe i residenti a vivere nel gelo, con l’acqua che gocciola direttamente nei pavimenti.

Antonia Colaci, 86 anni, testimonia la gravità della situazione: «Mi sono svegliata di notte e stava piovendo dentro casa, l’acqua cadeva dal soffitto. Ho dovuto mettere secchi e coperte per proteggere il materasso». Indossa un giubbotto pesante, un cappello di lana e guanti anche in casa, costretta a comprare un condizionatore per tentare di scaldare l’ambiente. Il suo bagno è una stanza dell’orrore, con un forte odore di muffa e macchie gialle e nere che ricoprono i muri. «Il soffitto sta marcendo, ogni mattina devo passare lo straccio perché si allaga tutto», racconta. Lia Petraccini, portavoce dei residenti, denuncia la mancata vigilanza di Inps, Romeo Gestioni e del dipartimento alle politiche abitative, nonostante la CPL Concordia avesse già comunicato la necessità di sostituire la caldaia entro l’estate. «Il preventivo è stato rifiutato dall’Inps e da allora non abbiamo avuto più notizie. Il risultato? Siamo al gelo e ci piove in casa».

La spirale del degrado: Danni elettrici e pericoli per la salute

La spirale del degrado: Danni elettrici e pericoli per la salute

Impianti elettrici danneggiati: la spirale del degrado minaccia la salute e la sicurezza.

 

Salendo i piani delle palazzine, il quadro non migliora, anzi, rivela ulteriori pericoli. Samanta Paolucci, residente al quarto piano, ha dovuto dividere il suo appartamento in due zone distinte: una parte in cui vive e un’altra completamente inagibile a causa di gravi infiltrazioni d’acqua. La situazione è degenerata al punto che l’acqua è penetrata nelle canaline elettriche, provocando un corto circuito che ha bruciato non solo le due televisioni, ma anche l’aspirapolvere e qualsiasi altro apparecchio collegato alle prese elettriche. Un danno economico notevole che si aggiunge al disagio quotidiano.

Anche nell’appartamento di Samanta, il bagno è afflitto da un spesso strato di muffa nera, con l’acqua che si infiltra nei muri creando macchie e rigonfiamenti. Dai fori dei lampadari, inoltre, si verifica un gocciolio continuo, rendendo l’ambiente insalubre e pericoloso. «Qui c’è un rischio sanitario non indifferente», avverte Samanta. «In bagno ci sono delle spore che continuano a ricomparire. Chiamerò l’Asl perché la situazione è davvero grave». La presenza costante di muffa e umidità non solo compromette la struttura degli immobili, ma rappresenta una seria minaccia per la salute degli abitanti, esponendoli a problemi respiratori e allergie, specialmente anziani e bambini.

Promesse istituzionali e l’amara realtà degli inquilini

Promesse istituzionali e l'amara realtà degli inquilini

Promesse istituzionali contro l’amara realtà quotidiana degli inquilini.

 

Di fronte a questa drammatica situazione, le istituzioni hanno fornito una risposta che, per i residenti, suona più come una promessa lontana che come una soluzione imminente. L’Assessorato alle Politiche abitative di Roma Capitale ha comunicato a Fanpage.it di stare «sollecitando con urgenza l’Ente affinché provveda agli interventi di manutenzione straordinaria necessari, al fine di risolvere quanto prima i disagi subiti dagli inquilini». Ha aggiunto che, qualora tali interventi non fossero effettuati, il Comune starebbe valutando la possibilità di procedere con un «intervento in danno», una procedura che, tuttavia, «richiede tempi tecnici non immediati».

Nel frattempo, l’Inps è stata informata del problema dal Comune e per il 19 gennaio 2026 è in agenda un tavolo tecnico sulla questione. Una notizia che, pur indicando un’attenzione formale, non rassicura minimamente i residenti di via Zotti. La loro esperienza li porta a un profondo scetticismo: «I lavori non verranno mai eseguiti in tempo per l’inverno», affermano con amarezza. Molti si sono già «arrangiati con delle stufe elettriche a spese nostre», ma la situazione è insostenibile. «È un’ingiustizia», concludono, sottolineando come nel palazzo vi siano numerosi anziani, disabili e bambini. «Perfino in una stalla ci sarebbe stata una gestione migliore», evidenziando il profondo senso di abbandono e la perdita di fiducia nelle istituzioni, mentre il freddo e la muffa continuano a logorare le loro case e la loro salute.